Quando inizia la Primavera 2017? Data dell’equinozio e significato

Quando arriva la primavera? Diamo una risposta a questa domanda e vediamo quand’è l’equinozio di primavera e qual è il suo significato.

Quando arriva la primavera? Una domanda che in molti si stanno ponendo con l’inverno agli sgoccioli e le temperature che diventano sempre più miti.
L’equinozio di primavera 2017 si avvicina infatti e si comincia a pensare alle belle giornate.

Tra pochi giorni infatti con l’equinozio di marzo, chiamato anche punto vernale, inizierà ufficialmente la primavera 2017 e, almeno si spera, le giornate saranno caratterizzate da un clima più mite.
Pochi giorni dopo verrà poi cambiato l’orario e le giornate diventeranno più lunghe e soleggiate.

Una brutta notizia per chi soffre di allergie primaverili, dato che torneranno i pollini e con essi i problemi delle riniti allergiche.
Dal 20 marzo però le giornate diventeranno più piacevoli e le ore di giorno saranno di più di quelle di buio.

Vediamo adesso insieme quando inizia la primavera e per quale ragione si ha l’equinozio di marzo. Tutte le curiosità sulla giornata del 20 marzo e per quale motivo è importante.

Equinozio di primavera 2017: quand’è e tradizioni romane

L’equinozio di primavera è il 20 marzo 2017, per la precisione alle 10:38 e in questo momento le ore di giorno e di buio saranno perfettamente identiche. Il termine è antico quanto le tradizioni che ruotano intorno alla prima giornata di primavera.

Difatti la parola deriva dal latino aequinoctium che indica proprio l’uguale durata della notte e del giorno. L’arrivo della bella stagione era celebrato con riti pagani, si compivano sacrifici per gli dei e si celebrava l’arrivo di Cybele, la divinità della vegetazione.

A Roma le feste per la primavera iniziavano il 15 marzo e durante questo primo periodo si onorava Attis, con una serie di penitenze e digiuni.
Si passava poi alla celebrazione pagana di Attis, che avveniva dal 20 al 25 marzo. Infine le feste si concludevano con la resurrezione del giovanotto e la sua nuova vita.

La leggenda su Attis e Cybele è una delle più antiche sulla primavera e la rinascita della vegetazione.
In base a quanto si narra Attis era un giovane che si innamorò perdutamente di una donna mortale, che decise di sposare.

Attis era però nato dal sangue della dea Cybele, la quale era innamorata di lui e non permise che il giovane la lasciasse. Cybele fece così impazzire Attis, che per il dolore dell’amore impossibile si evirò e si lasciò morire dissanguato.
Gli dei si impietosirono vedendo il giovane e soprattutto vedendo che dal terreno bagnato dal suo sangue nascevano fiori bellissimi.

Non potendolo però riportare in vita, gli dei lo trasformarono in un albero sempre verde. La leggenda diede vita ad una serie di tradizioni nell’antica Roma, che celebravano la morte e la successiva resurrezione di Attis.

Successivamente l’equinozio di primavera è stato spiegato scientificamente come il momento in cui il sole si trova perpendicolare all’asse di rotazione terrestre e per tale ragione le ore di buio e di luce sono le stesse.
Il giorno in cui avviene questo fenomeno oscilla in base all’anno, ma solitamente è sempre tra il 19 e il 21 marzo.

Per il 2017 il giorno dell’equinozio è il 20 marzo alle 10:38, mentre per il 2018 sarà sempre il 20 marzo, ma alle 16:15. Diversamente dall’equinozio d’inverno, che stabilisce l’arrivo del periodo freddo, quello primaverile sancisce l’arrivo di maggiori ore di luce in confronto a quelle di buio.
L’opposto in sostanza a quello che avviene con l’equinozio invernale.

Vediamo di dare adesso una definizione scientifica di cosa sia l’equinozio di primavera e di approfondire l’argomento.

Cos’è l’equinozio?


Per equinozio si intende, come abbiamo già accennato, il momento in cui la la rivoluzione terrestre avviene intorno al Sole con questo che si trova allo zenit dell’equatore.

Ogni anno ci sono due equinozi, quello di marzo e quello di settembre, e per convenzione vengono indicati come i giorni in cui si passa da una stagione all’altra. Quindi, mentre nel nostro emisfero l’equinozio indica il passaggio dall’Inverno alla primavera, in quello australe c’è il passaggio da estate ad autunno.

Invece, l’equinozio di settembre nell’emisfero boreale segna il passaggio da estate ad autunno, mentre in quello australe inizia la Primavera.
Il contrario ovviamente essendo nella parte opposta alla nostra.

Come abbiamo detto, nel nostro emisfero, la primavera giunge e con esse l’equinozio, giunge solitamente il 20 marzo, con orari differenti.
Dal 2044, però, la Primavera inizierà saltuariamente anche il 19 marzo. Questo avvenimento è causato dall’organizzazione dei giorni bisestili, poiché ne è derivato uno spostamento progressivo di un giorno per tutti gli avvenimenti celesti.

Per tornare alla data fissa del 20 marzo, quindi, bisognerà aspettare il prossimo riallineamento previsto dal 2100.
Il 20 giugno poi la primavera lascerà il posto all’estate, che porterà temperature calde.

Inizio di primavera e tradizioni

La primavera nell’antichità era vista come il momento del ritorno della fertilità, il momento in cui la natura tornava ad essere verdeggiante. La più antica festa di primavera nel nel mondo fu Sham El Nessim, che risale al 4700 anni fa.
Questa festività passò poi in Egitto, dove divenne Shamo, ossia la festa che sanciva l’inizio della fertilità.

Ancora oggi in Egitto l’arrivo della primavera viene festeggiato con questa celebrazione (che ha però cambiato nome e si chiama Sham El Nessim); durante la festa le persone si recano nei grandi spazi aperti e fanno pic nic sul prato per assaporare l’aria primaverile.

Uno dei simboli, che ancora oggi, vengono utilizzati per la celebrazione della primavera è l’uovo. Il significato è infatti molto antico e strettamente legato al senso di rinascita che si allacciava alla primavera.

La leggenda più antica (di origine nordica) sull’uovo e il suo legame alla primavera si allaccia alla Fenice, che prima di morire creava un nido a forma di uovo, dove si sarebbe poi spenta.
Nella tradizione del Nord le uova venivano fatte rotolare giù da una collina, per riprodurre il movimento del sole.

La tradizione cristiana rimodellò il rito e la pietra in questo caso divenne quella della tomba di Gesù Cristo che si riapre alla luce della resurrezione.
Le uova divennero un simbolo di rinascita e si legarono strettamente alle tradizioni cristiano cattoliche.