Pensioni 2022: uscite nati fino al 1959, scadenze e informazioni

Pensioni 2022: uscite nati fino al 1959, scadenze e informazioni

Una vasta platea in uscita nel 2022 con la pensione, ma bisogna capire come funziona .

Nessuna particolare novità è stata introdotta per le pensioni dalla legge di Bilancio. Escludendo la nuovissima quota 102, che a dire il vero di nuovo ha solo l’uscita dai 64 anni d’età, per il resto solo proroghe e piccoli ritocchi di misure che dovevano scomparire a fine 2021 e invece, sono state allungate.

Tra queste viene confermata l’uscita a partire dai 63 anni con l’anticipo pensionistico sociale. In uscita, almeno potenzialmente, una vasta platea di lavoratori. Per i nati fino al 1959 sono diverse le possibilità.

Per i nati nel 1958 o prima, diverse opportunità di pensione

Un nato nel 1958 potrà andare in pensione nel 2022 con diverse strade. Si tratta di chi compirà 64 anni nel corso del nuovo anno. C’è infatti la nuova quota 102, misura appannaggio di chi ha maturato 38 anni di contributi. E se questi sono stati completati entro la fine del 2021, il nato nel 1958 può richiamare pure l’uscita con la quota 100 con diritto cristallizzato.

Con 64 anni di età questo lavoratore può sfruttare pure l’Ape sociale. In questo caso bastano infatti almeno 63 anni di età ed almeno 30 anni di contributi per chi è disoccupato, oppure invalido o ancora, soggetto con invalido a carico. Il disoccupato deve essere da tre mesi privo di Naspi, dopo averla percepita per tutte le mensilità spettanti.

L’invalidità invece deve essere pari ad almeno il 75%. Per i cosiddetti caregivers, cioè per chi assiste un familiare invalido grave, tale assistenza deve essere iniziata da almeno 6 mesi prima della domanda di Ape sociale.

Se invece si arriva a 32 anni di contributi, bisogna essere edili o ceramisti per anticipare la quiescenza con l’Ape sociale. Si tratta di due dei cosiddetti lavori gravosi. Per gli altri che rientrano nelle categorie degli altri lavori gravosi, necessario arrivare a 36 anni di contributi versati. Tali regole valgono per i nati nel 1958, ma anche per chi è nato prima.

Per i nati nel 1958, diverse scelte

Il fatto che per i nati nel 1958 le possibili uscite siano almeno tre (c’è pure la pensione anticipata contributiva), apre alla scelta per i lavoratori. Con 38 anni di contributi completati e 64 anni si età, meglio quota 102 che l’Ape sociale. In entrambi i casi il calcolo della pensione è col misto. La differenza è che quota 102 è:

  • Su 13 mensilità;
  • Reversibile per decesso del pensionato;
  • Con eventuali assegni familiari e maggiorazioni.

L’Ape sociale invece è:

  • Priva di tredicesima;
  • Non reversibile;
  • Senza assegni familiari e maggiorazioni.

Chi tra i nati fino al 1958, non arriva a 38 anni di contributi, e nemmeno a 36 o 30, può optare solo per la pensione anticipata contributiva. I requisiti sono:

  • Almeno 64 anni di età;
  • Assenza di contributi prima del 1996;
  • Almeno 20 anni di contributi versati;
  • Pensione pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale.

E per i nati nel 1959? Qualche opzione in meno

Ape sociale anche per chi è nato nel 1959 perché nel 2022 raggiungono i 63 anni di età, cioè la soglia minima per la misura. Per i nati nel 1959 niente quota 102. Viene meno un canale di uscita.

Doppia beffa quindi, anche perché senza i 38 anni di contributi completati entro il 31 dicembre scorso, niente quota 100 nonostante i 62 anni compiuti nel 2021.