Pensioni novità: slitta l’avvio per l’Ape social. Il Consiglio di Stato chiede modifiche

Le ultime novità sul fronte pensioni mostrano nuove dilazioni per l’anticipo pensionistico, che slitterà di qualche settimana. Ecco le ultime notizie sull’Ape e sulle sue tempistiche.

Le novità per le pensioni e l’Ape social non sono delle migliori, dal momento che non verranno applicate le tempistiche stabilite dal governo per l’anticipo pensionistico. Dal 1° maggio doveva infatti essere attivo il canale mediante il quale si sarebbe potuta inviare la domanda per l’Ape social, ma le tempistiche non sono state rispettate.

L’Ape volontaria e social non hanno ancora un decreto attuativo firmato e sembrano giungere nuovi problemi. Un vero e proprio disastro sul fronte della riforma delle pensioni si sta consumando in questi mesi, con costanti ritardi e applicazioni delle novità che sembrano essere sempre più lontane dall’entrata in vigore.

Se l’Ape social ha i decreti attuativi, che però non sono ancora stati approvati da Corte dei Conti e Consiglio di Stato, per l’anticipo pensionistico volontario non sono stati redatti neanche questi.
Non sono quindi stati rispettati i tempi che venivano stabiliti con le ultime disposizioni del governo e che prevedevano la possibilità di invio delle domande dal 1° del mese di maggio.

Di seguito i problemi che si stanno verificando con l’Ape social e le altre novità sul fronte pensioni. Tutte le ultime notizie per la riforma le potete leggere di seguito e capire lo stato attuale del processo che dovrebbe portare a cambiare il sistema pensionistico del nostro paese.

Pensioni novità: a che punto siamo con l’Ape sociale?

Il rischio di uno slittamento era da tempo nell’aria, ma dato il dilatarsi delle tempistiche si sperava che non si sarebbe giunti oltre la data stabilita per maggio 2017.
Il problema è però l’estensione dell’Ape sociale anche agli operai agricoli e a chi non ha i requisiti Naspi.

In questi casi infatti manca una legislazione, dal momento che le variazioni sono state stabilite ai tavoli con i tavoli con i sindacati. Per includere queste due categorie si dovrà quindi procedere con un cambiamento della norma e aggiungere una seconda manovrina, come è avvenuto per il conteggio dei 6 anni di lavoro usurante.

In un secondo momento è infatti stato stabilito che per l’Ape social dei lavoratori usuranti si potessero conteggiare 6 anni di lavoro gravoso pur avendo 1 anno di disoccupazione nel frattempo.
Il suggerimento dei magistrati, che hanno preso in esame la manovra nel Consiglio di Stato tenutosi venerdì, si dovranno stabilire delle nuove tempistiche.

Il termine ultimo per la maturazione dei requisiti era infatti il 30 giugno, ma in base al parere degli esperti si dovrà spostare al 31 luglio, dati i tempi stretti. Si propone inoltre di introdurre un sistema che tuteli coloro che hanno raggiunto i requisiti entro il 1° maggio, come inizialmente previsto.
Per questi lavoratori si potrebbe applicare un sistema di retrodatazione dei pagamenti, in modo da avere un sistema che assicuri l’uscita dal lavoro nei tempi stabiliti inizialmente.

Ape e tempistiche: cosa succede adesso?

I tempi per l’Ape volontaria sono ancora sconosciuti, non vi sono infatti i decreti attuativi in questo caso e tutto è fermo da mesi. Non sembra infatti che sia stato stabilito un calendario o che siano stati avviati incontri con banche e enti di credito per i prestiti e i tassi di interesse.
L’anticipo pensionistico in questo caso è infatti del tutto fermo e non vi sono novità di alcun genere al riguardo.

Per l’Ape social invece si ripropone la proposta che era stata avanzata nelle scorse settimane: l’introduzione di una graduatoria. Difatti le risorse a disposizione, con i nuovi criteri stabiliti con i sindacati, potrebbero non essere sufficienti a coprire le spese per tutti i richiedenti.

Si arriverebbe così a stilare una lista e in base ad essa si procederebbe poi con lo stanziamento dei fondi alle persone che hanno inoltrato la domanda. Potrebbe quindi essere questa la soluzione per l’anticipo pensionistico e il modo per evitare problemi per il governo.

Tante però sono le problematiche che sono state sollevate dal Consiglio di Stato e che potrebbero comportare l’inizio di un processo di modifiche alla riforma. Si dovrà attendere adesso il parere della Corte dei Conti e vedere in che modo si muoverà il governo per mettere in atto la riforma del sistema pensionistico italiano.