Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS - Ape volontaria e Social

2
Gen

Pensioni anticipate e APE sociale: l’opzione viene estesa al 31/12 del 2020

Con l’approvazione della legge di bilancio 2020 arriva anche l’attesa proroga delle pensioni anticipate tramite APE sociale. Il provvedimento resta aperto a tutti coloro che maturano i requisiti di accesso entro la fine dell’anno.

Con l’arrivo del nuovo anno si concretizza una novità importante per tutti coloro che attendevano una proroga dell’APE sociale, prevista in scadenza al 31 dicembre del 2019. Il legislatore ha infatti deciso l’estensione della misura attraverso l’approvazione della legge di bilancio 2020, che di fatto garantisce il meccanismo di tutela anche in favore di coloro che matureranno i requisiti di legge entro il 31 dicembre del 2020.

A tal proposito, è innanzitutto importante ricordare che l’APE sociale consente l’accesso all’Inps a partire dai 63 anni di età, mentre servono 30-36 anni di versamenti in base alla specifica situazione di disagio prevista dal legislatore. Infatti, il provvedimento non rimane aperto indistintamente a tutti i lavoratori, ma solo ad alcune specifiche categorie che risultano bisognose di un meccanismo di prepensionamento.

Proprio in virtù di questo aspetto anche nel corso del 2020 l’APE sociale verrà garantita senza l’applicazione di alcuna penalizzazione, portando il lavoratore fino alla maturazione dei requisiti ordinari di quiescenza. Il costo dell’operazione resta quindi a carico dello Stato, che interviene garantendo il buon fine dell’operazione.

Pensioni anticipate: i lavoratori che potranno fruire dell’APE sociale nel 2020

Abbiamo già anticipato che dal punto di vista operativo l’estensione approvata nella recente finanziaria non ha apportato modifiche alle platea dei potenziali beneficiari della misura. Per questo motivo, l’APE sociale continuerà ad essere erogata su richiesta dei lavoratori in favore di quattro precise categorie di destinatari.

Entrando nello specifico, possono beneficiare del provvedimento i dipendenti che risultano in disoccupazione avendo già esaurito i relativi benefici di welfare (si pensi alla Naspi) a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale così come previsto dalla procedura prevista all’articolo 7 della legge 604/1966. Le prestazioni di welfare devono essere concluse integralmente da almeno tre mesi.

Rientrano nelle tutele anche gli invalidi con riduzione della capacità lavorativa accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile superiore o uguale 74%, oltre ai caregivers che assistono il coniuge o un parente di primo grado convivente con una grave situazione di handicap. Per questi primi tre profili l’anzianità contributiva da maturare corrisponde a 30 anni di versamenti.

Infine, possono richiedere l’APE sociale anche i lavoratori che svolgono le attività gravose individuate dal legislatore. In questo caso bisogna aver effettuato tali attività per almeno 6 anni negli ultimi 7, oppure per almeno 7 anni negli ultimi dieci anni. Sul punto bisogna considerare che a differenza dei precedenti casi questo profilo richiede la maturazione di almeno 36 anni di versamenti.

Le novità introdotte per l’APE sociale con la legge di bilancio 2020

Per quanto concerne le nuove regole introdotte con l’ultima manovra, il legislatore ha inteso prorogare il provvedimento di tutela a tutti coloro che matureranno i 63 anni di età ed i 30-36 anni di versamenti entro il 31 dicembre 2020. Resta inoltre da sottolineare che per le madri è previsto un abbattimento del requisito contributivo di un anno per ogni figlio (nella misura massima di 2 anni), portando così il vincolo dei versamenti a 28 anni (34 anni per le lavoratrici che hanno svolto lavori gravosi).

Una volta ottenuto l’accesso alla misura, il pensionando ottiene un assegno mensile uguale all’importo lordo della pensione maturata al momento della domanda, con un tetto massimo di 1500 euro al mese per 12 mensilità (non è previsto il versamento della tredicesima). L’assegno ponte si interrompe contestualmente al raggiungimento dell’età di accesso alla pensione.

Le scadenze entro le quali è necessario produrre le istanze di accesso alla misura

Concludiamo l’articolo indicando le date di riferimento per il 2020 per la produzione delle istanze utili al riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale. Di fatto la proroga della Legge di bilancio 2020 conferma anche le date delle finestre che regolano le istanze. Così, la prima finestra va dall’inizio di gennaio al 31 marzo mentre la seconda finestra scatta dal 1° aprile al 15 luglio.

Infine, la terza e ultima finestra di accesso (conosciuta come istanza tardiva) va dal 16 luglio al 30 novembre 2020. In questo caso le domande verranno prese in considerazione solo se avanzeranno delle risorse dall’attività di monitoraggio. All’esito positivo dell’istanza di riconoscimento dei requisiti da parte dell’Inps il lavoratore può procedere con la richiesta vera e propria di fruizione dell’APE.