Autore: Stefano Calicchio

Ape volontaria e Social - Opzione donna - Pensione

2
Ago 2020

Pensioni: in LdB2021 si punta alla proroga di APE sociale e opzione donna

Tra le misure di accesso anticipato alla pensione in scadenza entro il termine dell’anno ci sono l’opzione donna e l’APE sociale. Il rinnovo allo studio già con la prossima manovra.

Nella bozza della legge di bilancio 2021 potrebbe concretizzarsi un importante intervento di rinnovo per la flessibilità previdenziale, riguardante due opzioni in scadenza entro il termine del 2020. Si tratta dei meccanismi che permettono l’accesso anticipato alla pensione tramite l’opzione donna e l’APE sociale, misure che sono state oggetto di un approfondimento all’interno del recente tavolo di confronto tenutosi tra governo e sindacati.

Il loro rinnovo risulta fondamentale per guadagnare tempo e poter studiare una riforma del sistema previdenziale di ampia portata, stante che l’altra opzione di prepensionamento (la quota 100) prevista attualmente dal nostro ordinamento è destinata a terminare la propria efficacia al 31 dicembre del 2021.

Pensioni anticipate tramite APE sociale: cosa implicano le ipotesi di rinnovo

Le ipotesi di rinnovo dell’APE sociale e dell’opzione donna implicano l’estensione di due importanti misure di tutela per chi sta vivendo situazioni di disagio in età avanzata. Nel primo caso il meccanismo di prepensionamento consente l’uscita dal lavoro a partire dai 63 anni di età e con 30-36 anni di versamenti in base alla specifica situazione individuata dal legislatore (disoccupato, caregiver, invalido o addetto alle mansioni gravose / usuranti).

L’opzione funziona sulla base di un prestito ponte a carico della collettività che traghetta il lavoratore fino alla maturazione dell’assegno di vecchiaia, attualmente prevista al raggiungimento dei 67 anni di età. L’importo massimo erogabile corrisponde a 1500 euro al mese per 12 mensilità (non essendo un trattamento pensionistico durante il periodo ponte non viene erogata la tredicesima). La proroga garantirebbe la fruizione della tutela in favore di chi matura i requisiti di legge nel corso del prossimo anno.

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In pensione con l’opzione donna: la possibile proroga della misura

Con l’opzione donna l’accesso è consentito a partire dai 58 anni di età (59 se autonome), con almeno 35 anni di versamenti. L’erogazione è però legata al penalizzante ricalcolo interamente contributivo dell’assegno. Attualmente è necessario maturare i requisiti entro il 31 dicembre 2019, così come indicato all’interno del messaggio Inps numero 243 del 2020.

Con l’eventuale proroga di un anno si consentirebbe di esercitare l’opzione a tutte le donne che raggiungono i requisiti appena indicati al 31 dicembre del 2020. In questo caso specifico rientrerebbero quindi le lavoratrici nate nel 1962 (oppure nel 1961 se i versamenti sono stati eseguiti come lavoro autonomo).

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