Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS - Ape volontaria e Social - Quota 100 - Opzione donna

Pensioni, Catalfo (MdL): si lavora su una ‘riforma con più flessibilità’

Il governo al lavoro sulle pensioni anticipate tramite la quota 100 e sulla flessibilità in uscita dal lavoro. La misura arriva a superare le 150mila richieste. Damiano propone l’uscita flessibile dai 63 anni.

Le ultime novità sulle pensioni ad oggi 27 febbraio 2020 vedono arrivare nuove prese di posizione da parte della Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo e del Presidente dell’Inps Pasquale Tridico in merito alla flessibilità in uscita dal lavoro, ed in particolare alla quota 100. Dal Partito Democratico si propone invece l’uscita flessibile per tutti dai 63 anni, mentre l’opposizione torna invece ad evidenziare le criticità emerse con la pubblicazione dell’ultimo country report firmato dalla Commissione europea.

Dal Ministero del Lavoro gli ultimi aggiornamenti sulla riforma delle pensioni

La Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo è tornata negli ultimi giorni a fare il punto della situazione in merito al tema della riforma previdenziale ed in particolare ai prepensionamenti tramite la quota 100, spiegando che “il Ministero avvierà un processo di analisi e rivalutazione del regime sperimentale di pensionamento anticipato per migliorare la sua potenzialità e portata applicativa”.

L’esponente del governo, intervenuta durante un’audizione presso il Senato della Repubblica, ha ricordato che nella scorsa legge di bilancio si è deciso di confermare la quota 100, l’opzione donna e l’ape sociale. Oltre a ciò, rimane importante dare attenzione alle prerogative previdenziali dei giovani, in particolare quando caratterizzate da fragilità e discontinuità lavorativa.

Ora serve proseguire “nel lavoro di superamento del quadro normativo derivante dalle rigidità della legge Fornero, mediante il potenziamento degli strumenti che consentono una uscita flessibile dal mondo del lavoro”. Proprio in tal senso deve essere considerato il tavolo tecnico che è stato avviato alla fine di questo gennaio. “Grazie al lavoro sinergico tra questo organismo, le due commissioni previste dalla legge di Bilancio (quella sui lavori gravosi e quella per la separazione tra spesa previdenziale e assistenziale) e i tavoli tecnici con i sindacati, si potrà dare al Paese una riforma pensionistica strutturale”, ha quindi evidenziato il Ministro Catalfo.

TI POTREBBE INTERESSARE: Pensioni, il nuovo monito UE: in Italia nessun progresso sulla spesa

Tridico (Inps): accolte 151mila domande per la quota 100

Anche dal Presidente dell’Inps Pasquale Tridico sono emersi nuovi dati in merito alle richieste di accesso alla pensione anticipata tramite la quota 100. In particolare, secondo l’economista alla guida dell’ente previdenziale “finora sono state accolte 151mila domande per la quota 100 e 42mila hanno riguardato dipendenti pubblici, mentre 75mila i privati e 34 mila gli autonomi”.

Sulla flessibilità previdenziale ha poi rilevato che risulta necessario impostare “un’età di riferimento per l’uscita verso la pensione con riduzioni per le lavoratrici madri e per chi ha fatto lavori gravosi e usuranti”.

Nello specificarlo, Tridico ha ricordato la necessità di “garantire lo svecchiamento della pubblica amministrazione con un ricambio occupazionale”, tornando a portare al centro dell’attenzione il tema del turn over. Infine, il primo dirigente dell’Inps ha ricordato che il sistema al netto dell’Irpef risulta sostenibile, mentre per quanto riguarda “la parte che grava sulla fiscalità generale la decisione è politica”.

Damiano (PD): “la flessibilità sia la base del sistema”

Il dirigente Dem Cesare Damiano ha commentato le ultime dichiarazioni in arrivo dal Presidente dell’Inps, condividendone l’impostazione rispetto al tema della flessibilità previdenziale, a partire dalla sostenibilità del sistema. “È vero che il sistema è sostenibile” ha ribadito l’ex Ministro del Lavoro, spiegando che “non è più possibile accollare alla previdenza il costo dell’assistenza e calcolare l’incidenza della spesa pensionistica sul Pil al lordo delle tasse”.

Un ulteriore punto ha invece riguardato la flessibilità in uscita dal lavoro, che per l’esponente del Partito Democratico “deve diventare un muro portante del nuovo sistema, a mano a mano che ci avviciniamo al contributo puro, che decollerà all’incirca dopo il 2030”. Rispetto invece alla questione dell’età di uscita dal lavoro, per Damiano “sarebbe logico consolidare i 63 anni già previsti per l’APE sociale, da far valere per tutti i lavoratori che abbiano maturato 35-36 anni di contributi”.

Infine, “coloro che svolgono lavori usuranti o gravosi non devono avere penalizzazioni per l’anticipo pensionistico: penalizzazioni che potrebbero essere previste invece per chi svolge un lavoro normale”. Rispetto a quest’ultimo punto, si ipotizza l’applicazione di una trattenuta del 2% per ogni anno di anticipo.

TI POTREBBE INTERESSARE: Riforma pensioni, Tridico (Inps): ‘bisogna superare l’età di pensionamento uguale per tutti’

Brunetta (Forza Italia) e l’accusa al governo sulle pensioni

Dal responsabile economico di Forza Italia Renato Brunetta arriva una nuova presa di posizione in merito alle recenti critiche inserite all’interno del Country Report redatto dalla Commissione Europea in riferimento al nostro Paese.

Secondo il parlamentare azzurro, i tecnici hanno mosso “l’accusa specifica a questo governo di non aver fatto alcun progresso sulla spesa pensionistica”, in particolare “per ridurre il peso delle pensioni di vecchiaia sulla spesa pubblica e creare spazio per altra spesa sociale e pro crescita”.

Brunetta ricorda inoltre che “nessun progresso è stato fatto per rimuovere gli ostacoli alla concorrenza nel commercio del dettaglio e dei servizi”, mentre continua a preoccupare l’elevato rapporto tra debito e Pil che sale ulteriormente, “sebbene i piani del governo siano diventati più compatibili con la riduzione del debito”.