Autore: Carmine Orlando

Ape volontaria e Social - Quota 100 - Pensione

Riforma pensioni: governo verso legge delega per superare Quota 100

Il governo ha preparato delle misure per la riforma del sistema pensionistico che saranno anticipate nella legge di bilancio e definite in una Legge Delega.

Quota 100 andrà in scadenza il 31/12/2021, ed è ormai chiarissimo l’intento del governo di chiudere l’esperimento e di mandarlo in soffitta. A questo punto, si rende necessaria una riforma del sistema pensionistico per evitare il rientro della Legge Fornero.

Il governo potrebbe anticipare tale azione, anticipando una parte dei provvedimenti da prendere nella legge di bilancio che dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri a metà ottobre 2020. Tuttavia, la vera riforma pensioni passerà con una Legge Delega. Ad asserirlo è stata qualche giorno fa Francesca Puglisi.

La sottosegretaria al welfare ha annunciato che nuove misure riguardanti la pensione anticipata, sono allo studio del Tavolo tecnico che si occupa di previdenza e che dovrà stabilire le linee guida e gli interventi della riforma. Il tutto, sarà operativo dal giorno successivo la scadenza di Quota 100, ovvero dal primo gennaio 2022.

Riforma pensioni: obiettivi da raggiungere

Francesca Puglisi ha sottolineato che la riforma del sistema pensionistico sarà oggetto di confronto con i sindacati, il lavoro in comune sarà ripreso il 14 ottobre. Essa, si pone come obiettivo la sostenibilità finanziaria da parte dello Stato, una maggiore equità, flessibilità in uscita e un trattamento previdenziale di garanzia per i giovani. La riforma sarà introdotta in una Legge Delega su cui si sta lavorando.

Nella Legge di Bilancio, saranno probabilmente inserite le proroghe all’Ape sociale, alla staffetta generazionale e Opzione Donna, inoltre, il contratto di espansione.

Ape sociale: i dati INPS

La sottosegretaria al welfare ha reso noto i dati relativi alle domande di Ape sociale, con riferimento al settore edile. La pensione anticipata a cui si accede a 63 anni e con 36 anni di contribuzione, a patto che lo svolgimento della suddetta attività gravosa, sia avvenuta per almeno sette anni negli ultimi 10, oppure per almeno della vita lavorativa. Le richieste arrivate all’INPS nel 2017 sono state 764, nell’anno successivo 753, solo una tra quest’ultime è inerente una lavoratrice con l’abbattimento di 2 anni del requisito contributivo, ovvero da 36 anni a 34 per la presenza di due figli.

Reddito di cittadinanza, misura positiva ma da modificare

I dati INPS forniti a luglio 2020 e relativi il reddito di cittadinanza, indicano che il numero di famiglie che ne ha fruito (compreso pensione di cittadinanza) è di 1.266.412, che rappresenta il 75% dei nuclei familiari in stato di povertà. Nel merito, Francesca Puglisi ha sottolineato l’importanza di questo strumento, aggiungendo che si deve migliorare per quanto concerne le politiche attive del lavoro, sospese a causa dell’emergenza coronavirus. Il futuro progetto a riguardo, sarà finanziato tramite il Recovery Fund. La sottosegretaria al welfare precisa che sarà rivisitata la disciplina degli ammortizzatori sociali.