Bonus giovani: l’annuncio di Poletti per 300mila nuove assunzioni. Nuovo flop all’orizzonte?

Poletti annuncia l’arrivo di un piano marshall per i giovani, in modo da ottenere 300mila nuovi posti di lavoro. Per il momento però rimane solo il flop delle altre iniziative.

Ci si aspettava che Poletti annunciasse il nuovo piano per l’occupazione giovanile al meeting di Rimini, ma nessuno si attendeva che sarebbe stato così vago. Nella giornata di ieri infatti il Ministro del Lavoro ha proposto la sua strategia per far si che il tasso di disoccupazione giovanile scenda nei prossimi anni, portandosi più vicino a quello dell’eurozona.

Viene così presentato quello che viene definito il “bonus giovani”, una proposta che prevede la creazione di 300mila nuovi posti di lavoro mediante una serie di sgravi fiscali per le aziende.
Nel programma Poletti prevede anche di mettere in atto delle norme più stringenti per evitare licenziamenti ingiustificati o la possibilità che le aziende si approfittino della situazione.

Si avvicinano le elezioni così ogni schieramento cerca di proporre idee e di mostrarsi nella migliore delle sue vesti. Proprio in quest’ottica sembra inserirsi la proposta di Giuliano Poletti, che prova a far dimenticare il flop delle altre idee messe in campo.

Il bonus giovani di Poletti

Il piano di Poletti verrà inserito nella prossima legge di bilancio e al momento si studiano ancora le modalità con cui verrà applicata. La proposta è infatti quella di proporre degli sgravi contributivi alle aziende che assumono giovani con un contratto a tempo indeterminato.

Si è ancora al lavoro su quali debbano essere le caratteristiche e quale sarà il limite d’età. Si sta cercando infatti di innalzare il livello da 29 a 32 anni per gli sgravi e di trovare una soluzione ad un grave problema che è contenuto nella proposta bonus giovani.
L’idea è infatti di offrire sgravi fiscali solo a coloro che non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato e non abbiano beneficiato di questa forma di aiuto.

Ovviamente però si deve cercare una soluzione per fare in modo che le aziende non preferiscano un candidato ad un altro solo per la questione sgravi. Un punto alquanto complesso e che richiederà molto lavoro da parte di tutto lo staff.
La copertura al momento sembra di 2 miliardi.

Il flop dell’assegno di ricollocazione

Nel frattempo arrivano i numeri della sperimentazione dell’assegno di ricollocazione che risulta essere un vero e proprio fallimento. Attualmente sono infatti giunte solo 3.000 domande a fronte di 400.000 posti disponibili.
Un vero e proprio buco nell’acqua da parte del Governo che no sembra aver dato il giusto spazio alla manovra.

Difatti il presidente dell’Anpal, che si è occupata di redigere i dati sulla sperimentazione, ha spiegato che la proposta non è stata pubblicizzata. In sostanza i disoccupati non sarebbero al corrente della possibilità e di conseguenza non avrebbero inoltrato la richiesta.

Molti infatti non hanno compreso che nel periodo della sperimentazione si continua a ricevere l’indennità di disoccupazione, che si perde solo nel momento in cui viene rifiutata un’offerta di lavoro congrua alla propria figura.
Il Governo non ha però spiegato in maniera adeguata la questione e di conseguenza le domande non sono giunte.