45mila gli operatori sanitari non vaccinati: in arrivo le sospensioni

Per i 45mila operatori sanitari non ancora vaccinati contro il covid, arriva la stangata con sospensione e niente stipendio.

E’ noto che la campagna di vaccinazione anti coronavirus stia procedendo a ritmo ormai spedito da diverse settimane. Ormai ben più della metà della popolazione italiana risulta vaccinata con almeno una dose, nonostante si contino ancora più di 2 milioni mezzo di di over 60 a cui il vaccino non è stato ancora somministrato. Vi sono insomma delle resistenze che persistono e che, in verità, non stupiscono granchè.

Infatti la questione vaccini resta una delle più controverse, e già lo era ben prima della pandemia. Ciò che colpisce, invece, è l’altissimo numero di operatori sanitari che hanno scelto di non fare la vaccinazione. Ora però il rischio sospensione senza stipendio, diventerà realtà.

In questi giorni, gli Ordini professionali, le strutture ospedaliere e le Rsa hanno fornito e stanno ancora fornendo i nominativi di tutti i dottori e gli infermieri delle diverse strutture sanitari, che hanno finora rifiutato di fare il vaccino anti covid. Perciò le sanzioni arriveranno entro poche ore, o sono già arrivate.

45mila gli operatori sanitari che hanno detto no al vaccino: c’è la sospensione

La notizia era nell’aria, ed ora arriva la conferma. Gli operatori sanitari che non si fidano della bontà del vaccino e che hanno dunque deciso di non vaccinarsi, nonostante le particolari mansioni che giornalmente svolgono in campo medico, saranno sospesi.

In base ai dati aggiornati, resi noti dalla struttura del commissario per l’emergenza Covid-19, sono infatti 45.753 mila gli operatori sanitari "in attesa di prima dose o dose unica" di vaccino, il 2,3% del totale di 1,9 mln di operatori sanitari. Una percentuale di certo bassa, ma che tuttavia giustifica la citata scelta sanzionatoria.

Dopo circa due mesi dal decreto ad hoc, che ha previsto l’obbligo vaccinale anti-Covid per i professionisti e gli addetti ai lavori del mondo della sanità, sono così giunte le prime sospensioni da parte delle Aziende Sanitaria Locali.

Per medici e infermieri vaccinarsi è un obbligo stabilito dalla legge. Ecco perchè i gli Ordini professionali, gli ospedali e le Rsa hanno fornito e stanno ancora fornendo nome e cognome di tutti i medici e gli infermieri delle varie strutture sanitarie, che sono in ritardo rispetto alle tempistiche delle vaccinazioni.

Le prime 3 regioni per numero di operatori sanitari che si sono opposti al vaccino sono Emilia Romagna, con oltre 14mila addetti non vaccinati. Segue poi la Sicilia con 9.214 e al terzo posto la Puglia con circa 9mila.

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Per il Sindacato dei medici SSN a rischio è il funzionamento del servizio ai cittadini

Per Carlo Palermo, segretario nazionale Anaao-Assomed, ossia il Sindacato dei medici del SSN "in Italia i medici non vaccinati sono davvero pochissimi", ma ciò non toglie che sia «inaccettabile non vaccinarsi e su questo siamo sempre stati chiari». Palermo poi conclude rilevando che: "Se gli operatori sanitari non si vaccinano, mettono a repentaglio la ripresa delle visite e degli interventi, perché la legge prevede che chi non è immunizzato può essere spostato ad altro incarico non a contatto con il pubblico o di finire sospeso a casa".

E chi prova a fare ricorso, sta trovando un ’muro’ nella magistratura. E’ di pochi giorni fa il caso per cui un giudice del lavoro ha dato ragione alla Rsa ’Villa Belvedere’ di Crocetta del Montello (Treviso), a seguito di un ricorso che cinque operatori no-vax sospesi dal lavoro avevano fatto contro il provvedimento della struttura.

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