Green pass colf, baby sitter e badanti: regole una per una

Obbligatorio il Green pass per colf e badanti, come funzionano le regole dal 15 ottobre.

Il nuovo decreto sul Green pass ha reso obbligatorio il certificato verde in ogni ambiente di lavoro. Le nuove normative, con i relativi obblighi, valgono quindi anche per il settore domestico.

Tradotto in termini pratici, tutte le badanti, le colf e le baby sitter che vogliono lavorare o continuare a farlo dal prossimo 15 di ottobre, dovranno avere il Green pass.

Ma quali sono le normative che entrano in vigore adesso? Vediamo in estrema sintesi cosa dovranno fare i lavoratori del settore e i datori di lavoro.

Green pass badanti e colf, esaudite le richieste delle associazioni

Per colf, baby sitter e badanti il Green pass diventa obbligatorio con il nuovo decreto del governo. Si parte dal 15 ottobre prossimo. Le nuove norme che giovedì il Consiglio dei Ministri ha licenziato favorevolmente, stabiliscono quali sono le regole e come funziona il green pass per colf, badanti e gli assistenti familiari in generale.

Da più parti richiesto come necessità (per esempio dalle associazioni dei datori di lavoro) vista la particolare funzione che hanno questi lavoratori, il Green pass adesso è determinante per poter lavorare (lo sarà ufficialmente dal 15 ottobre 2021).

Il certificato verde è esteso alla generalità dei lavoratori dipendenti e autonomi, ma nel settore domestico c’era chi lo pretendeva per tutelare fragili e anziani, con cui gli assistenti familiari hanno quotidianamente contatto.

Regole sul Green pass per badanti, colf e babysitter

Per capire le regole da rispettare occorre partire dal fatto che il primo effetto della novità è la verifica del certificato. Il Green pass per colf e badanti è assoggettato alle medesime regole di qualsiasi altro lavoratore.

Certificazione verde obbligatoria per tutti i «soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato», questo recita il decreto. L’organizzazione dei controlli spetta ai datori di lavoro e nel settore, specificatamente alle famiglie.

Il decreto stabilisce che sono i datori di lavoro, nel pubblico come anche nel privato, “a definire le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche”. Come potrà essere effettuato il controllo, quando il lavoratore è la badante che vive da sola con l’anziano assistito che ha parenti lontani è tutto da verificare.

Multe, sanzioni e.... Tutti i rischi per la badante

È il decreto quindi a fissare le regole da rispettare e pure a stabilire cosa rischia la badante senza Green pass. Il settore è equiparato a tutti gli altri. E così anche nel settore domestico stesse sanzioni degli altri settori. Nello specifico, al lavoro senza Green pass può costare una multa che va dai 600 ai 1.500 euro.

E poi, sospensione dal lavoro senza stipendio fin dal primo giorno in cui non si può lavorare perché privi di Green pass. Infatti si tratta di assenza ingiustificata. Nel settore ci sono però tre altri problemi impossibili da non sottolineare.

Prima di tutto le difficoltà a vaccinarsi per le badanti. Poi, il fatto che le badanti di ritorno dai loro Paesi di origine, hanno fatto lo Sputnik, vaccino non riconosciuto per avere il Green pass. E poi, la facilità con cui nel settore una famiglia può licenziare il collaboratore.