Autore: Chiara Ridolfi

Terrorismo - Italia - UEFA Champions League - Juventus

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Giu

Cos’è successo a Torino in Piazza San Carlo? Cadono le accuse contro il ragazzo con lo zainetto

Torino, Piazza San Carlo: salgono a 1527 i feriti per il falso allarme durante la partita della Juventus di sabato. Ecco cosa è successo a Torino e quali sono stati i problemi.

In Piazza San Carlo sabato 3 giugno erano accorse migliaia di persone, desiderose di vedere la Juventus sul maxi schermo e tifare la propria squadra del cuore. Ma qualcosa non ha funzionato a Torino, dal momento che per un falso allarme sono stati oltre 1500 i feriti della serata.
Il falso allarme, su cui la Magistratura sta indagando, ha infatti creato un vero e proprio caos.

Centinaia di migliaia di persone si sono spostate in modo disordinato, travolgendo tutto e soprattutto tutti. La domanda però è: cosa è successo in Piazza San Carlo? Cosa ha portato migliaia di persone a correre all’impazzata cercando di salvarsi? A quanto pare non è stata una bravata di un ragazzo che ha deciso di fare lo spiritoso a scatenare il fuggi fuggi generale.

Così mentre a Londra era in corso in vero attacco e le persone in strada scappavano da uomini armati di coltello, a Torino le persone correvano impaurite per un motivo non ancora ben precisato.
La corsa è però costata cara a molte persone che sono ricoverate in ospedale e soprattutto a Kelvin, ricoverato in prognosi riservata a soli 7 anni.

La massa non ha infatti guardato in faccia nessuno e nella paura è andata avanti, schiacciando le persone con cui prima aveva festeggiato per il gol della Juventus. Proviamo a capire cos’è successo a Torino, quali sono stati i problemi dell’organizzazione e soprattutto cosa ha scatenato il fuggi fuggi generale.

Cos’è successo a Torino: cadono le accuse contro il ragazzo con lo zainetto

Da immagini e filmati sembrava chiaro che il tumulto si fosse scatenato per colpa del ragazzo a torso nudo che con le braccia larghe si trovava in mezzo alla piazza. Un gesto che aveva ricordato quello degli attentatori e che sembrava aver scatenato il panico generale.
Dopo un lungo interrogatorio però sono stati rilasciati i due ragazzi del video, dal momento che non sembrano esser stati loro la causa del fuggi fuggi generale.

Sempre più intricata la questione di Torino, dal momento che non sembra esserci stato alcun rumore particolare, nessun grido o esplosione di petardi. Interrogato nella notte anche il cameramen che ha ripreso la scena, ma che non riesce a spiegarsi cosa sia avvenuto in Piazza San Gallo.
Anche nelle registrazioni non si sentono rumori particolari e l’unica spiegazione sembrava essere uno scherzo finito male di qualche ragazzo della piazza.

Il pm non rinuncia a capire cosa sia avvenuto la serata della finale di Champions e cosa abbia scatenato la figa di oltre 30.000 persone presenti per l’evento. Nella giornata di oggi verranno interrogati altri testimoni e il pm spera di riuscire a trovare una strada per risolvere il mistero.
Nel frattempo i riflettori si spostano sulla sindaca Appendino, che non ha rilasciato un’ordinanza anti-alcool e sugli organizzatori dell’evento.

Cos’è successo a Torino: la bravata che è costata 1527 feriti

Qualcosa a Piazza San Carlo non ha funzionato, questa è l’unica certezza dopo il panico creatosi nella piazza dove era stato allestito il maxi schermo per la partita di Champions.
A fare acqua da tutte le parti sembra esser stata l’organizzazione dell’evento: nessuna ordinanza anti alcool; venditori abusivi di bibite; bottiglie di vetro e troppe persone.

Un mix che ha così portato al panico totale nel momento in cui qualcosa ha scatenato il panico, trasformando la piazza in un vero e proprio mattatoio. Il motivo della corsa sfrenata delle persone sembrava essere un ragazzo che in un video è ben visibile, a petto nudo con uno zainetto in spalle, e dal quale tutti sembrano fuggire.

La prima ipotesi faceva pensare ad un petardo esploso che aveva poi creato il panico, ma nessuno dei testimoni racconta di aver sentito un’esplosione o un rumore di questo tipo. Dalle immagini che sono poi circolate in rete la situazione sembrava ben più grave.

Il ragazzo nell’immagine si ipotizzava infatti essersi divertito, fingendosi un attentatore e scatenando così il panico delle persone nelle sue immediate vicinanze. Nei video si vede la folla spostarsi in modo incontrollato, travolgendo le persone che si frapponevano sul cammino.

Davide, il ragazzo che appare nel video, è stato interrogato dai magistrati che lo hanno rilasciato, dopo aver compreso che non è stato il suo gesto ad impaurire le persone. In base a quanto dichiarato dal giovane lui e il suo amico avrebbero cercato di calmare la folla e nella serata hanno poi soccorso molte persone che erano rimaste ferite.

Per il momento però non è chiaro ancora cosa sia successo in Piazza San Carlo, ma rimane comunque strano che le persone si siano allontanate di colpo dal punto in cui si trovava Davide. Nelle prossime ore certamente la Questura saprà dare delle risposte più esaustive e si comprenderà meglio cos’è avvenuto durante la finale di Champions.

Cos’è successo a Torino: i problemi dell’organizzazione

La responsabilità non ricade solo sulla causa che ha scatenato la paura, ma soprattutto sulla mancanza di regole di sicurezza. Ad avere le proprie responsabilità è anche l’amministrazione di Torino che per la serata non ha previsto delle misure di sicurezza idonee.
Nei locali intorno alla Piazza fin dalle ore 19:30 la Croce Rossa aveva effettuato degli interventi, dal momento che in più casi erano state segnalate persone completamente ubriache.

Proprio questo è uno dei punti che maggiormente fa riflettere: la mancanza di controlli e la presenza di decine di venditori abusivi di bevande alcooliche. Ma non tanto l’alcool, quanto le bottiglie di vetro hanno causato gli oltre 1500 feriti della serata.
Le bottiglie sono infatti state abbandonante a terra, nella corsa della folla sono andate in frantumi, causando così migliaia di pezzi di vetro che hanno comportato ferite a chi è caduto nella piazza.

È stata così aperta un’inchiesta per cercare di capire cosa ha causato il panico generale e soprattutto per verificare quali sono le responsabilità del comune. La giunta pentastellata ha subito dichiarato che un’ordinanza anti-alcool ad hoc non era necessaria essendoci già un regolamento della municipale che prevede questi divieti.

Un regolamento che però per la sera del 3 giugno nessuno ha controllato che venisse applicato.

Cos’è successo a Piazza San Carlo: i feriti della serata

La maggior parte dei feriti, circa 900 sui 1527 totali, sono stati medicati e suturati per ferite da taglio. I casi più gravi invece sono state invece le persone che per la calca sono rimaste schiacciate e hanno riportato traumi gravi.
Il bambino di 7 anni, Kelvin è uno di questi casi; la folla lo ha infatti schiacciato nella corsa disperata verso le uscite.

Il bambino era in piazza con la sorella a vedere la finale e nel momento in cui si è scatenato l’inferno è caduto ed è stato calpestato dalla folla. Le sue condizioni cliniche sono apparse subito gravissime, avendo riportato un trauma cranico e un trauma toracico.
Kelvin, in base anche alle parole della sorella, è vivo grazie ad un uomo che si è accorto del piccolo e per salvarlo ha iniziato a spostare le persone intorno a lui facendo scudo con il suo corpo.

In gravi condizioni sono anche due ragazze, di 26 e 24 anni, che sono rimaste schiacciate ed hanno riportato traumi e contusioni. Mentre un uomo di 66 anni è ricoverato per un trauma toracico (dovuto allo schiacciamento), ma le sue condizioni sembrano migliorare.