Autore: Paolo Marsico

Juventus

La Juventus perde a Lione in Champions League e Sarri torna sotto processo

Il tecnico toscano, alla gogna, per la qualità scadente del gioco espresso dai sui calciatori, con la Juventus, che non risce a tirare nemmeno una volta verso la porta avversaria.

La Juventus di Maurizio Sarri, esce sconfitta dal Parc Olimpique Lyonnaise di Lione, nella gara valevole per l’andata degli ottavi di finale di Champions League. I francesi, protagonisti tutto sommato di una buona gara, incentrata sul contenimento dei forti avversari, cosi come era prevedibile, passano con un gol di Tousart che di testa buca l’estremo difensore bianconero.

Dov’è il gioco?

Cio che colpisce oltre chiaramente al risultato, che resta comunque ampiamente recuperabile, è la qualità del gioco, e quindi della prestazione fornita dalla Juventus. Una squadra all’apparenza senza alcuna idea, senza alcun progetto di costruzione del gioco con l’intento di arrivare abilmente nell’area di rigore avversaria, senza un briciolo di identià insomma. Il tutto si è ampiamente manifestato in tutta la sua pochezza nel tabellino finale della gara, con un poco dignitoso «0», alla casella «tiri in porta».

Il tecnico sotto processo

Una pioggia di critiche, cosi come prevedibile, è piovuta sulla persona di Maurizio Sarri, colpevole ad oggi, di non aver dato alcuna identità alla sua squadra. I calciatori altrettanto colpevoli, se la si vuole dire tutta, considerato che oltre al recriminare continuo di presunti falli in area di rigore avversaria, non hanno dato alcuna sensazione di cercare con decisione la rete, quantomeno del pareggio.

Ossessione Guardiola

Stando ai titoli dei maggiori quotidiani nazionali, la dirigenza bianconera, al di la del risultato della gara del ritorno, sarebbe già convinta di dover cambiare guida tecnica per la prossima stagione. Voci, sempre voci, da più di qualche settimana hanno rilanciato la suggestione Guardiola, anche considerati i «guai» del City con l’Uefa.

Insomma per il buon Maurizio Sarri, nonostante il primato in classifica ed i quarti di finale di Champions League ampiamente alla portata, sembra gia esserci stato il giudizio finale. Il gioco, l’identità, ciò che era stato il suo marchio di fabbrica, non si è ancora visto, e questo sembra al momento, valere più di ogni altra cosa.