Autore: Marta Liberti

Scuola - Insegnanti

2
Ott

Stop a mail e comunicazioni dopo l’orario di lezione. I sindacati cercano di porre un freno

È servito l’intervento dei sindacati per far capire al dirigente scolastico di un istituto di Pavia che aveva superato il limite.

Stop a mail, comunicazioni ed Sms dopo l’orario in cui il professore è nell’istituto, il docente non è tenuto a controllare la posta elettronica ogni sera. Questa la sentenza che pone un freno alle continue comunicazioni dei presidi, che spesso portano gli insegnanti a dover lavorare anche la sera.

In un istituto a Pavia le mail inoltrare nello scorso anno sono state 725 e hanno costretto i docenti del plesso a controllare la casella mail di comunicazione anche la sera e dopo l’orario di lavoro.
Una situazione a cui si è opposta la Flc Cgil di Vicenza, che ricorda ai dirigenti scolastici che non è possibile costringere i professori a controllare la posta e le comunicazioni anche nei festivi e fuori dall’orario di lavoro.

Da quando le comunicazioni sono diventate telematiche e le circolari cartacee sono state mandate in pensione, i docenti di tutta Italia si sono trovati sommersi di comunicazioni.
A passare il segno è stato un liceo di Pavia dove le circolari inviate nell’anno 2016-2017 sono state ben 725.

Facendo un rapido calcolo e pensando al fatto che i giorni di scuola in un anno sono solitamente 200 si capisce bene che quotidianamente i professori ricevevano una miriade di email.
In sostanza venivano mandate le comunicazioni anche durante il periodo di ferie, nei weekend e fuori dall’orario di lavoro.

Il sindacato ha quindi deciso di intervenire e ricorda ai dirigenti scolastici quali sono le clausole del contratto di lavoro degli insegnanti:
È bene sottolineare che il contratto di lavoro non prevede l’istituto della reperibilità, per cui nessuno è obbligato a controllare e, tanto meno, a rispondere agli eventuali messaggi di lavoro inviati dal proprio dirigente scolastico fuori dall’orario di servizio.

Queste le parole di Carmelo Cassalia, segretario provinciale della Flc Cgil di Vicenza, che è dovuto intervenire sulla questione. La decisione presa dal sindacato di Vicenza risulta quindi essere un monito per tutti i dirigenti scolastici che spesso sembrano approfittarsi della situazione.