Silvio Berlusconi e la scelta animalista: il premier salva 5 agnelli per Pasqua

Silvio Berlusconi per Pasqua salva 5 agnelli e sostiene la campagna della LEIDAA: la sua scelta animalista però puzza di strategia elettorale e suscita polemiche.

Hanno fatto il giro del web le foto che ritraggono il cavaliere Silvio Berlusconi con un agnello in braccio, abbracciarlo, coccolarlo e persino allattarlo. L’agnello, da sempre simbolo della Pasqua cristiana e da qualche anno simbolo anche della lotta animalista contro la stage di agnelli proprio in questo periodo.

Silvio Berlusconi ha infatti aderito alla campagna pasquale della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, salvando 5 agnelli che sarebbero stati destinati al macello per il pranzo di Pasqua.

Quattro agnelli possono correre e giocare liberamente nei giardini della villa di Arcore del cavaliere, mentre uno è così piccolo da avere ancora bisogno del latte, come dimostra la foto di Silvio Berlusconi che lo allatta con un biberon.

La LEIDAA, con Michela Vittoria Brambilla come presidente, è da sempre impegnata in prima linea nella lotta contro la strage degli agnelli per la Pasqua. In sei anni si è passati da 812 mila agnelli andati al macero a 500 mila: una cifra ancora troppo considerevole secondo la Brambilla, ma che può continuare a ridursi. Quest’anno la campagna ha preso il nome di “A Pasqua scegliete la vita” e Silvio Berlusconi ha scelto di aderire, suscitando ovviamente la reazione non solo dello scenario politico.

Berlusconi salva 5 agnelli per Pasqua: strategia elettorale o scelta animalista?

Le reazioni alle foto di Silvio Berlusconi con l’agnello in braccio e alla notizia che il cavaliere ha salvato 5 agnelli per Pasqua non si sono fatte attendere: c’è chi ha ironizzato lanciando hashtag divertenti come #BerlusconicomeHeidi, ma c’è anche chi ha polemizzato vedendo nella pseudo scelta animalista di Berlusconi una vera e propria strategia elettorale.

Le scelte del cavaliere in effetti sembrano a dir poco mirate ed elaborate appositamente per creare scompiglio tra le fazioni, come la recente proposta di pensione per le mamme. Il tutto mostrerebbe l’intenzione di andare oltre la consueta, e ormai superata, bipartizione politica destra-sinistra.
La proposta della pensione per le mamme, così come la recentissima scelta animalista di Berlusconi, hanno trovato il favore anche di chi in passato non ha mai votato o appoggiato il cavaliere.

Il dubbio dunque che possa trattarsi di una strategia elettorale che mira a creare consensi proprio laddove non ce ne sono mai stati è lecita. La reazione della politica infatti è stata polemica. Il capogruppo al senato della Lega Nord, Gian Marco Centinaio ha infatti condannato l’animalismo politico di Berlusconi, sostenendo che rovinerebbe l’immagine di un’industria all’avanguardia.

Il consumo di carne in Italia infatti è tra i più regolari dell’Ue, così come la produzione che si contraddistingue per la sua qualità. A fronte della campagna della LEIDAA contro le stragi di agnelli, il responsabile economico del Carroccio Claudio Borghi Aquilini definisce “strage” quella delle aziende che chiudono e non quella di un alimento che da sempre è parte della tradizione culinaria italiana.

L’Assocarni però reagisce duramente alla scelta animalista di Berlusconi e alle foto con l’agnello in braccio e in una nota spiega:

“È incredibile che per accaparrarsi l’elettorato animalista, pur essendo un imprenditore, contribuisca a danneggiare l’industria della carne. Le Reti Mediaset incassano miliardi promuovendo brand e eccellenze alimentari di origine animale mentre lui viene opportunisticamente folgorato da conversione animalista. L’auspicio è che gli inserzionisti da ora in poi scelgano meglio”.