Sacra Corona Unita: 50 arresti all’alba in Puglia

Conclusa l’operazione Omega 2 in Puglia. Sono 50 le persone che sono state arrestate nella giornata di oggi.

Stamattina, all’alba, i carabinieri della provincia di Brindisi hanno arrestato 50 persone legate alla Sacra Corona Unita. Le accuse sono molteplici: associazione mafiosa, concorso in omicidio, con l’aggravante del metodo mafioso, droga e armi. Gli arrestati sono della provincia di Brindisi, Lecce e Taranto. Sono state identificate anche frasi del rituale di affiliazione della Sacra Corona Unita.

L’origine del blitz

L’operazione odierna è la prosecuzione del blitz Omega, che nel dicembre del 2016 aveva portato all’arresto di 58 persone. Allora, il nucleo investigativo del comando provinciale di Brindisi aveva aperto l’indagine a seguito dell’omicidio del 29enne Antonio Presta, figlio del collaboratore di giustizia Gianfranco, avvenuto a San Donaci il 5 settembre 2016.

L’uccisione del 29enne era stata causata dalla perdita del programma di protezione per il collaboratore e la sua famiglia, in quanto egli era stato coinvolto con il figlio in alcune rapine.
La maggior parte degli indagati dello scorso anno, era stata successivamente rilasciata per un vizio di forma sul quale era stata avviata un’ispezione ministeriale nel gennaio 2017.

I dettagli dell’operazione

Essendo stati messi dietro le sbarre 50 dei 58 indagati di dicembre 2016 ed alcuni capi d’accusa gli stessi dello scorso anno, l’operazione di oggi è stata ribattezzata Omega bis e ha visto coinvolti 51 indagati, di cui uno deceduto, 5 irreperibili e 3 residenti all’estero. Tra gli irreperibili, il più importante è Cosimo Vitale, appartenente alla famiglia Vitale, alla guida della Scu assieme alle famiglie Pasimeni e Vicentino.

I carabinieri, però, sono sulle sue tracce. A effettuare l’ordinanza di custodia cautelare circa 300 carabinieri e un grande impiego di mezzi tra cui anche un elicottero, in quanto gli abitanti del campo nomade di Panarea si sono opposti alla cattura di uno degli indagati.

Le accuse che sono state imputate nuovamente ad alcuni degli arrestati sono: l’omicidio di Antonio Presta e l’attentato nella villetta del maresciallo Lazzari, comandante della stazione di San Donaci, che fu causato da un ordigno di dinamite. A 20 persone è stato contestato il reato di associazione mafiosa, essendo state identificate come appartenenti alla frangia mesagnese della Scu. Per quanto riguarda l’omicidio Presta, è tornato dietro le sbarre, Carlo Solazzo.

Durante il blitz, a casa sua, a Cellino San Marco, i carabinieri hanno trovato 300 grammi di cocaina in un barattolo di vetro, nascosto sottoterra in giardino e 50 grammi di hashish nell’abitazione.

A Ostuni, a casa di Antonio Brando Lutrino, sono stati trovati altri 50 grammi di hashish. Rispetto alla precedente, l’Omega bis ha permesso di ricostruire l’intero organigramma del clan e di individuare gli appartenenti a due organizzazioni che sono attive nel traffico di stupefacenti, tra cui hashish e marijuana.