Ferdinando Imposimato è morto: chi era il magistrato e senatore italiano

Si è spento all’età di 81 anni il senatore Ferdinando Imposimato, giudice in alcuni dei più importanti processi italiani.

Ferdinando Imposimato è morto questa mattina all’Ospedale Gemelli di Roma, una lunga carriera come giudice in alcuni dei più importanti processi italiani. Il giudice era poi diventato senatore nel 1987 e di recente era stato proposto come Presidente della Repubblica dal Movimento 5 Stelle.

Imposimato era nato a Maddaloni, in provincia di Caserta, il 9 aprile del 1937 e nella sua carriera era stato giudice in processi di terrorismo. In qualità di giudice istruttore presenziò ai processi per l’assassinio di Aldo Moro, l’attentato al Papa e all’omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet.

Nell’ottobre del 1983 il fratello Franco Imposimato venne ucciso come vendetta trasversale per aver istruito alcuni dei più importanti processi per mafia del nostro Paese. Le continua minacce di Cosa Nostra lo portarono a lasciare la magistratura nel 1986.
Da quel momento diventa consulente legale delle Nazioni Unite per la lotta alla droga e in più occasioni prepara programmi di istruzione per i giudici dei Paesi dell’America Latina.

Nel 1987 viene eletto come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano al Senato della Repubblica e nel 1992 alla Camera dei deputati. Nel corso delle tre legislature a cui ha preso parte è membro della Commissione Antimafia e presenta diversi disegni di legge per favorire la lotta alla criminalità organizzata.

Nel 2013 viene preso in considerazione dal Movimento 5 Stelle per diventare Presidente della Repubblica e nel 2015 viene sostenuto dal movimento in tutti e quattro gli scrutini.
Imposimato nel 2013 dichiarò di non essere un esponente del Movimento 5 Stelle, ma di dare merito al movimento di aver portato alla luce la sostanziale immobilità dello Stato italiano.

Ferdinando Imposimato è stato autore di diversi libri che cercavano di chiarire i delitti politici italiani, in essi si sosteneva il legame tra i servizi segreti stranieri nelle stragi italiane. Le sue tesi non sono però mai state confermate e non hanno trovato riscontro.