Anche al Senato il voto dei diciottenni, proposto di n Ddl bipartisan

Consentire anche ai diciottenni di votare per il Senato, martedì se ne discute in Commissione Affari Costituzionali.

Inizia martedì la discussione su una proposta di legge che potrebbe produrre un ritocco alla nostra Costituzione. Si tratta della proposta di consentire anche ai diciottenni d votare per il Senato. Infatti come tutti sanno, oggi Aldo può votare per il Senato della Repubblica solo dopo aver compiuto 25 anni. Al diciottenne è consentito solo votare per l’altro ramo del Parlamento, cioè la Camera dei Deputati. Come funzionerebbe la proposta e quali sono i motivi che hanno spinto i proponenti a presentarla?

La proposta di modifica costituzionale?

È stata incardinata in Commissione Affari Costituzionali la proposta di allargare anche ai diciottenni la possibilità di eleggere i rappresentanti da mandare al Senato. Martedì inizia la discussione anche se si tratta di un provvedimento che necessita di una modifica alla Costituzione. Con questo provvedimento di andrebbe ad equiparare l’elettorato attivo di Camera e Senato. L’approccio alla proposta pare sia bipartisan, perché proviene da una polemica tra PD e maggioranza di governo all’indomani di un emendamento che i Dem avevano avanzato durante i lavori sulla legge taglia parlamentari che riguardava proprio l’oggetto della proposta di cui trattiamo. L’emendamento fu bocciato dal Presidente della Commissione Affari Costituzionali, Giuseppe Brescia perché non attinente all’argomento dell’atto che riguardava la riduzione dei parlamentari. Brescia comunque aveva lasciato la porta aperta della Commissione a inserirle una proposta di legge autonoma sull’argomento e così succederà martedì.

Perché si pensa a questa modifica

La proposta bocciata era del PD a firma del deputato costituzionalista Stefano Ceccanti. L’idea nasce dal fatto che estendere anche ai diciottenni il voto per il Senato significa allargare l’elettorato per Palazzo Madama di oltre 4.127.000 unità. Un numero rilevante di discostamento tra il corpo elettorale del Senato con quello della Camera che adesso si vuole risolvere. Anche alle scorse elezioni politiche di marzo 2018, quelle che hanno portato al governo Lega di Salvini e Movimento 5 Stelle di Di Maio, la differenza in termini di voti tra Camera e Senato è stata nell’ordine di oltre 4 milioni di elettori. Se a ciò si aggiunge il fatto che negli anni passati questa differenza in termini di numero di elettori ha prodotto risultati differenti tra i due rami del Parlamento. Il Presidente Brescia ha quindi dato il là alla proposta che sarà portata in discussione martedì prossimo. Al fine di stemperare le polemiche sorte durante l’iter della legge taglia parlamentari, il Presidente Brescia ha dato il compito di relatore del Ddl di martedì prossimo alla parlamentare Valentina Corneli e proprio al Dem Stefano Ceccanti. Abbassare l’età utile per poter eleggere. Senatori quindi potrebbe essere più che un semplice disegno di legge visto che per come è stata incardinata la proposta in Commissione Affari Costituzionali sembra mettere d’accordo tutti quanti siederanno al tavolo.