Autore: Pasquale De Marte

Governo - Parlamento

Conte si dimette, ma il Ter non è scontato: Mattarella potrebbe puntare su un altro nome come premier

Ultime crisi di governo: le dimissioni di Conte danno il via alle consultazioni

Le dimissioni di Giuseppe Conte scrivono la parola fine sul governo bis di colui il quale si è autodefinito «avvocato del popolo». Si apre, dunque, una nuova pagina della storia politica della Repubblica che dovrà dare un nuovo esecutivo ad un Paese falcidiato dall’emergenza sanitaria ed economica. Adesso la parola passa al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel frattempo al governo sarà chiesto di occuparsi degli «affari correnti» in attesa di evoluzioni.

Conte dimesso, cosa succede adesso e quando iniziano le consultazioni

Mercoledì 27 gennaio avranno inizio le consultazioni. Il presidente della Repubblica avrà modo di confrontarsi con i vertici di tutti gli schieramenti parlamentari per determinare quali potranno essere gli sviluppi futuri della legislatura. Tradotto in termini semplici: l’inquilino del Colle avrà inizialmente necessità di capire se ci sono i margini per affidare a Giuseppe Conte l’incarico di formare un suo terzo governo.

Affinché si concretizzi un’opportunità di questo genere è necessario che Mattarella rilevi la presenza di una maggioranza. Resta da capire, ad esempio, se si avrà la possibilità di ricucire il rapporto tra le forze della maggioranza e Italia Viva di Matteo Renzi. L’altra soluzione è che all’orizzonte si palesino tra i 10 ed i 15 senatori pronti a sostenere un Conte-ter e in grado di garantire la maggioranza all’eventuale nuovo governo.

Nuovo governo Conte dopo la crisi: non è l’unica opzione

Ma il Conte-ter è così scontato? La risposta è «No». A confermarlo sono le opinioni di autorevoli osservatori della scena politica, come il quirinalista del Corriere della Sera Marzio Breda. Intervenendo nel corso della trasmissione La 7 L’Aria che tira ha avanzato l’idea secondo cui Mattarella potrebbe pensare ad un nome diverso del presidente del Consiglio uscente come nuovo capo del governo.

Dalle parole emerse del giornalista si è potuto dedurre che il capo dello Stato potrebbe anche prendere atto della possibile creazione di una maggioranza dove non ci sarebbe indicazione univoca rispetto alla possibilità di dare mandato a Giuseppe Conte di formare il nuovo esecutivo. Basti pensare, ad esempio, alle perplessità che potrebbero provenire da Italia Viva, candidata eventualmente a diventare un sostegno decisivo di una possibile maggioranza a base Pd-M5s.

Conte-ter o nuovo nome? Tocca a Mattarella

Facendo riferimento ad una generica maggioranza eventualmente individuata, Breda, in riferimento a Mattarella, ha evidenziato: “Può trovarlo lui un nome che vada bene a questa compagine. Oppure può anche puntare in quella situazione a una cosa più ampia”.

“All’atto di nascita - ha proseguito - del primo governo gialloverde il presidente ad un certo punto disse che stava per assumere un’iniziativa. Dopo due ore uscì fuori con il nome di Cottarelli. Lui può potrebbe intentarsene un altro in grado di traghettarci verso non sappiamo dove. Il nodo è Conte, non la maggioranza”.

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