«Non leggo un libro da 3 anni», adesso è sottosegretaria alla cultura

«Non leggo un libro da 3 anni», adesso è sottosegretaria alla cultura

Lucia Borgonzoni è stata scelta come sottosegretaria alla cultura del Governo Draghi: solo nel 2018 ammise che non leggeva un libro da tre anni.

Dopo una lunga trattativa tra i componenti del nuovo variegato Governo Draghi, ieri è stata comunicata la lista ufficiale di viceministri e sottosegretari.

Il nuovo governo è (quasi) al completo

Ci sono alcuni volti noti del Governo Conte Bis, come Teresa Bellanova, oggi viceministro alle Infrastrutture e Trasporti dopo l’incarico come Ministro dell’Agricoltura. Pierpaolo Sileri, molto presente in televisione, è stato confermato viceministro della Salute e dunque proseguirà il lavoro svolto insieme a Roberto Speranza nei mesi passati.

Non mancano i cosiddetti “tecnici”, mentre il capo della Polizia Franco Gabrielli è stato scelto come responsabile della Sicurezza della Repubblica. Insomma, adesso la squadra di Governo è completa al 99%, poiché manca l’ultimissimo tassello: il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport.

Alcuni dei nomi hanno scatenato polemiche più o meno aspre. Alessandro Di Battista, ex Movimento 5 Stelle, ha criticato duramente la scelta di Francesco Paolo Sisto come sottosegretario alla giustizia poiché l’avvocato in questione è il difensore di Berlusconi nel processo delle escort.

Il «caso» Borgonzoni

Ma il nome più discusso, almeno sui social, è senza dubbio quello di Lucia Borgonzoni. Molti la ricordano come la candidata presidente per il centrodestra alle elezioni regionali in Emilia Romagna (vinte da Bonaccini) del gennaio del 2020.

La Borgonzoni è stata scelta come sottosegretaria ai Beni e alle attività culturali. Il web, si sa, non dimentica e in molti hanno fatto riemergere alcune sue dichiarazioni all’epoca del Governo Conte I, quando ricopriva lo stesso incarico di sottosegretaria.

Durante un’intervista a “Un Giorno da Pecora” su Radio Uno disse di “leggere poco” e di dedicarsi alla lettura esclusivamente per questioni di lavoro. All’epoca (2018) l’ultimo libro letto risaliva per sua stessa ammissione a tre anni prima. Era «Il Castello» di Kafka. Successivamente promise che, a seguito di quell’incarico, sarebbe andata più spesso al cinema e al teatro.

Già tre anni fa le sue dichiarazioni non piacquero a molti commentatori politici, alcuni dei quali non la reputavano adatta per l’incarico. Poche ore fa l’ex candidata alla presidenza della Regione Emilia Romagna è stata scelta come unica sottosegretaria del dicastero guidato da Dario Franceschini.