Biotestamento approvato al Senato: ecco cosa cambia con la legge sul fine vita

La legge sul biotestamento è stata approvata dal Senato con 180 Sì che permettono l’approvazione. Asse Pd Movimento 5 Stelle regge fino alla votazione finale. Vediamo di seguito cosa cambia con la nuova norma.

La proposta sul fine vita è legge e con l’approvazione definitiva al Senato si passa a regolamentare il biotestamento. Ben 8 mesi di stallo in Senato che hanno portato lunghe attese e soprattutto molti appelli da parte di politici, senatori a vita e anche semplici cittadini.

La legge che regola il fine vita è stata oggi approvata con 180 Sì, 71 contrari e solo 6 astenuti. Alla fine del voto l’aula si è sciolta in un lungo applauso; in aula erano presenti anche Mina Welby ed altri esponenti dell’associazione Luca Coscioni.
Vediamo si seguito cosa cambia con l’approvazione della legge sul fine vita e quali sono le norme che regolano il biotestamento.

Cosa cambia con l’approvazione della legge sul fine vita

Una battaglia durata a lungo e che per molti era ormai persa date le elezioni ormai vicine. Il Senato è però riuscito a portare all’approvazione questa legge, prima dello scioglimento previsto tra qualche settimana.

La legge sul fine di vita si compone di 6 articoli che regolano il testamento biologico di ciascun cittadino italiano:

  • l’articolo 1 prevede il consenso informato del paziente, che può decidere di rifiutare tutti o parte dei trattamenti, tra questi rientrano anche l’idratazione e l’alimentazione artificiale. Le strutture sanitarie sono tenute a rispettare la volontà del paziente;
  • l’articolo 2 regola invece la questione per i minori, in questo caso il consenso informato sarà espresso dai genitori, dal tutore o dall’amministratore di sostegno;
  • con l’articolo 3 regolamenta le Dat, ossia le disposizioni anticipate di trattamento. Ogni persona maggiorenne, potrà dare disposizione sui trattamenti in caso di futuri problemi che non permettessero di essere in grado di intendere e di volere;
  • l’articolo 4 è dedicato alla pianificazione delle cure per malattie degenerative che possano poi portare a paralisi o problemi altamente invalidanti. In questo caso il paziente ha la facoltà di decidere i trattamenti sanitari da apportare al suo corpo, che comunque potranno essere modificati in un secondo momento, in caso cambiasse la sua decisione;
  • l’articolo 5 prevede che il biotestamento si applichi solo a persone che abbiano disposto della questione;
  • infine l’articolo 6 prevede che il Ministero della Salute presenti una relazione sull’applicazione della legge nel mese di aprile successivo all’entrata in vigore.

Una legge dietro alla quale vi sono anni e anni di lotte e di storie di persone che non ne hanno potuto beneficiare. Uno degli ultimi casi è la storia di DjFabo, trovatosi ad essere completamente paralizzato e cieco dopo un incidente.
Non sono bastati gli appelli di Fabiano, che ha infine raggiunto la Svizzera ed è morto in un centro specializzato per l’eutanasia.

Una battaglia che finalmente vince Piergiorgio Welby, scomparso nel 2006, e la moglie Mina, da sempre impegnati nella battagli per il fine vita. Welby era affetto da una malattia degenerativa, la distrofia muscolare, che pian piano lo portò ad una paralisi totale.
Il caso di Welby fu non solo mediatico, ma anche politico (non per tutti si trattava di eutanasia, per alcuni era un vero e proprio accanimento terapeutico).

Dopo 11 anni dalla sua morte viene approvata la legge sul fine di vita, per cui Welby e la moglie hanno lottato senza mai perdere la speranza.