Autore: Luigi Crescentini

Pensione

Riforma Pensioni, Quota 41 e legge Fornero: Perfetto «Da escludere riforme più flessibili»

Secondo l’esperto di previdenza, nel 2021, sono da escludere quota 41 e nuove riforme in quanto il sistema «non è in equilibrio».

Si torna nuovamente a parlare di pensioni e di riforme previdenziali, un argomento scottante che, nelle ultime settimane, ha acceso dibattiti politici e non solo. Il prossimo anno sarà particolarmente importante per quanto riguarda le possibili nuove misure previdenziali: vedremo quale riforma verrà adottata in tema pensionistico dopo Quota 100 che, a quanto sembra, dovrebbe essere riconfermata fino al prossimo 31 dicembre 2021.

I possibili cambiamenti dovrebbero prevedere un ridimensionamento degli assegni previdenziali erogati dall’Inps. Attualmente, nel mirino, c’è il programmato incontro tra il Ministero del Lavoro e i sindacati che si terrà venerdì prossimo, 25 settembre.

Riforma Pensioni 2021, le diverse opzioni al vaglio

Ovviamente, l’argomento principale della discussione sarà la Riforma pensioni e ciò che potrebbe succedere dopo Quota 100. Al momento, sono diverse opzioni al vaglio, tra le quali spicca indubbiamente quella della «doppia flessibilità in uscita».

Come riporta il quotidiano economico «Il Sole24Ore», la doppia flessibilità in uscita «prevede anzitutto la possibilità di consentire ad una prima fetta di categorie di lavoratori, a cominciare da quelli che svolgono attività gravose o usuranti, di andare in pensione già a 62 (o 63) anni con un’anzianità contributiva di 36 (o 37) anni senza eccessive penalizzazioni e con la possibilità di sfruttare il canale alternativo dell’Ape sociale in versione potenziata e strutturale. Per gli altri lavoratori la soglia minima di uscita, salirebbe a 64 anni d’età (comunque a non meno di 63 anni) e almeno 37 (o 38) anni di contribuzione e con penalità legate al metodo di calcolo contributivo di una certa consistenza per ogni anno d’anticipo rispetto al limite di vecchiaia dei 67 anni».

In merito alla Riforma Pensioni che verrà dal 1° gennaio 2022, il noto portale «pensionipertutti» ha intervistato il Dottor Claudio Maria Perfetto, esperto previdenziale.

Riforma pensioni e Quota 41: l’opinione di Perfetto

L’economista, in apertura di intervista, ha espresso la propria meraviglia in relazione al fatto che la gente e i sindacati ci credano per davvero ad una “nuova” Riforma delle pensioni che sia strutturale, flessibile, “più giusta”.

Invece, bisognerebbe guardare alla realtà e rendersi conto che la Riforma non potrà esserci: tutt’al più ci potrà essere solo ’qualche lieve accorgimento (che non farà di certo piacere) per evitare lo scalone quando Quota 100 non ci sarà più’, ha dichiarato Perfetto a ’pensionipertutti’.

Dunque, secondo Perfetto, inutile illudersi su una nuova riforma previdenziale più giusta e flessibile, in quanto questa non sembra essere fattibile. In buona sostanza, l’autore del volume ’L’economista in camice, sembra rimanere dalla parte della legge Fornero. “Serve una riforma strutturale? - la domanda retorica di Perfetto - Ma c’è già! È la Riforma Fornero’.

Dunque, quota 41 o altre misure che guarderebbero ad una maggiore flessibilità pensionistica non sarebbero attuabili nell’anno 2021 per un semplice motivo: secondo l’economista «se non si aumenta la platea di lavoratori attivi non potrà aumentare nemmeno la platea dei pensionati e, secondo alcune stime, nel 2021 ci sarà una diminuzione di lavoratori attivi».

E’ chiaro, dunque che, secondo Perfetto, che fino a quando il sistema previdenziale non ritroverà un certo equilibrio, non si potranno prevedere misure previdenziali di maggiore flessibilità inclusa Quota 41.