Autore: Chiara Ridolfi

Pensione - INPS

Riforma pensioni, Ape social: a chi spetta e come funziona. Tutte le novità

L’Ape social è uno dei punti più interessanti della riforma pensioni che è stata varata a settembre 2016. Ecco come funziona l’ape a costo zero, chi vi può accedere e le ultime novità.

La novità per la riforma pensioni 2017 è stata l’introduzione dell’Ape, che diventerà il modo per andare in pensione anticipata. La proposta che è stata avanzata dal governo prevede però dei costi per chi volesse lasciare il lavoro prima dell’età stabilita, anche se questo non avverrà per tutti.

Alcune categorie di lavoratori potranno infatti usufruire dell’Ape social, ossia una modalità di pensionamento a carico dello stato.
L’anticipo pensionistico in questi specifici casi sarà quindi del tutto gratuito, se si corrisponderà ai requisiti richiesti.

Le news sulle pensioni si susseguono e ogni giorni vi sono nuovi chiarimenti sulle modalità per andare in pensione. Le categorie che potranno richiedere l’Ape social sono state già definite in autunno, in uno degli svariati incontri che ci sono stati tra governo e sindacati.
Ancora oggi, per le pensioni, però si sta lavorando ai decreti attuativi, in modo da mettere nero su bianco le decisioni che sono state prese e da cominciare l’iter per applicare la riforma.

Di seguito vedremo tutte le novità sull’ape social, chi può fare domanda, quali sono le categorie che possono andare in pensione anticipata senza dover chiedere prestiti. Tutti i chiarimenti sull’ape social e le novità sul fronte pensioni per la giornata di oggi e troverete di seguito nel nostro approfondimento.

Riforma pensioni novità, Ape social: cos’è

Dopo le ultime notizie sull’aumento della quattordicesima che avverrà a luglio 2017, il governo deve cominciare a lavorare assiduamente ai decreti per riuscire a mettere in atto la riforma delle pensioni.
Da molti mesi ormai si parla si Ape e di Ape social, ma in molti non hanno ancora chiaro di cosa si stia parlando.

Con il termine Ape (acronimo per Anticipo pensionistico) si intende la nuova modalità con cui il lavoratore potrà andare in pensione prima della data stabilita per legge. Ovviamente questo passaggio non sarà gratuito, ma si dovrà chiedere un prestito che servirà a coprire gli anni di contributi mancanti.
I soldi del prestito saranno poi scalati direttamente dall’assegno pensionistico, che diventerà così un po’ più leggero.

Diversa è invece la questione per l’Ape social, che prevede l’uscita dal lavoro senza costi aggiuntivi per alcuni lavoratori. In questo caso sarà lo stato a farsi carico delle spese e i pensionati in questione non dovranno preoccuparsi che di fare domanda per il prepensionamento.
A questo punto sorge spontanea una domanda: chi può chiedere l’Ape social? Vediamo insieme le categorie di lavoratori che ne hanno diritto.

Riforma pensioni, Ape social: chi ha diritto all’Ape senza costi?

Al momento il Governo sta lavorando ai decreti attuativi e le categorie che potranno usufruire dell’Ape social potrebbero essere incrementate. Difatti ad oggi non è ancora stato ufficializzato nulla per quanto riguarda le nuove modalità di andare in pensione e si dovrà attendete che vengano presentati i decreti in questione per riuscire ad avere tutte le certezze del caso.

Ad oggi sono undici le categorie di lavoratori che rientrano nell’Ape social e che quindi potranno lasciare il lavoro prima a costo zero; le categorie in questione sono le seguenti:

  • operai dell’industria estrattiva; operai del settore edile e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru o di macchinari mobili necessari per la perforazione degli edifici;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • macchinisti di convogli ferroviari e personale a bordo del treno;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professionisti del settore infermieristico e ostetriche ospedaliere, con lavoro organizzato in turni;
  • lavoratori addetti all’assistenza di persone non autosufficienti;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci e lavoratori che abbiano svolto lavori di questo tipo;
  • personale addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e addetti alla raccolta e separazione del materiale di scarto.

Queste sono le mansioni per cui attualmente è possibile richiedere l’anticipo della pensione a costo zero. Dopo la presentazione dei decreti attuativi sarà però possibile conoscere meglio i dettagli della questione e sapere se altre categorie di lavoratori fanno parte dell’Ape social.
Vediamo adesso quali sono i requisiti per poter effettuare la richiesta di pensione anticipata.

Riforma pensione novità: requisiti per Ape social

Anche per quanto riguarda i requisiti l’ultima parola si avrà nel momento in cui verranno presentati i decreti attuati, sebbene la situazione risulti già abbastanza chiara.
Oltre infatti ad aver svolto una delle professioni sopra elencate sarà necessario soddisfare anche altri requisiti.

In primo luogo i lavori che vi abbiamo sopra elencati devono essere stati svolti per almeno 6 anni e il lavoratore dovrà avere 63 anni di età e almeno 36 anni di contributi.
Se per l’età e gli anni contributi la questione è ormai chiara, non possiamo dire la stessa cosa per quanto riguarda la certificazione degli anni in cui si è svolto un lavoro usurante.

Oltre categorie di lavoratori sopra citati, potranno fare richiesta per l’Ape social anche coloro che rispettano i requisiti che vi abbiamo mostrato e che si trovino in una delle seguenti situazioni:

  • disoccupati che abbiano concluso l’assegno di disoccupazione da almeno 3 mesi;
  • lavoratori che devono assistere il coniuge o un parente di primo convivente con una situazione di handicap;
  • chi ha riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%.

In questi casi l’età per chiedere il prepensionamento sarà sempre di 63 anni, ma i contributi non saranno di 36 anni anni, ma di soli 30 anni.

Il governo infatti ha stabilito modalità molto dure per quanto riguarda la fruizione della documentazione e l’attestazione degli anni di servizio. Il confronto con i sindacati su questo punto è molto serrato, dal momento che le parti sociali stanno cercando di avere dei criteri molto più flessibili.
La questione è quindi ancora aperta e le novità su questo punto si sapranno solo con i prossimi incontri.