Reddito minimo garantito: cos’è e perché l’Ue sprona l’Italia

In questi giorni è stato approvato un documento sul reddito minimo garantito al Parlamento europeo. L’Italia nel mirino: il paese non fa abbastanza per i suoi cittadini.

Una plenaria del Parlamento europeo lo ha stabilito: gli Stati membri dell’Ue devono fare qualcosa per aiutare i loro cittadini, garantire loro una vita dignitosa, ridurre la soglia della povertà. Per questo, un documento non legislativo sul reddito minimo garantito è stato approvato a Strasburgo, con 451 voti favorevoli, 147 voti contrari e 42 astensioni. Ma cos’è il reddito minimo garantito?

Il reddito minimo garantito è un “beneficio di protezione sociale” ed è destinato alle fasce povere della popolazione. Nel documento, che era stato precedentemente discusso dalla commissione Occupazione e affari sociali, si legge una nota riguardante l’Italia: la penisola non fa abbastanza.

Cos’è il reddito minimo garantito: da non confondere con il reddito di cittadinanza

Il reddito minimo garantito non ha tanto a che vedere con la cittadinanza, quanto con la soglia di povertà del beneficiario. In sostanza, esso “è devoluto solo a chi è in età lavorativa e con un ammontare che varia in funzione dell’età stessa, con la clausola che il reddito di cui si disponga sia inferiore ad una determinata soglia ritenuta di povertà”. Per questo non va confuso con il reddito di cittadinanza (o reddito di base) che viene devoluto a prescindere dalla situazione economica del beneficiario.

Allo stesso modo, il reddito minimo garantito non va confuso con il salario minimo, che altro non è che la somma minima prevista dallo Stato per il salario di un lavoratore.

La proposta dell’Europarlamento, quindi, è pensata fondamentalmente per ridurre la soglia di povertà in Europa: si calcola che 120 milioni di cittadini europei non riescano ad arrivare a fine mese. Si vuole ridurre questo numero di 20 milioni entro il 2020.

Il reddito minimo garantito, però, va concepito come un aiuto ad ampio spettro: non soltanto economico, ma anche assistenziale. Un aiuto quindi nel campo dell’istruzione e soprattutto in campo sanitario, facilitando l’accesso ai servizi ospedalieri pubblici.

Inoltre, dovrebbe essere garantito il diritto all’abitazione e bisognerebbe aiutare tutte quelle persone che non dispongono di una casa, facilitando anche questo tipo di accesso. Un aiuto particolare spetterebbe alle famiglie monoparentali e ai bambini.

Perché l’Ue sprona l’Italia sul reddito minimo garantito

Nel documento non legislativo che è stato approvato si legge una nota (negativa) riguardante l’Italia: il paese non fa abbastanza per i suoi cittadini. Così come in Grecia, il sostegno non è adeguato alle necessità dei cittadini e non vi sono misure di contrasto alla povertà.

In parte, infatti, il sostegno c’è, ma è previsto soltanto per quelle famiglie in condizioni estreme, che rasentano soglie di povertà molto alte e che per questo rappresentano un numero limitato di intervento.