Autore: Stefano Calicchio

INPS - Ammortizzatori sociali

Reddito di emergenza Inps per Covid-19: c’è già chi chiede come fare domanda, ecco quando arriva il REM

Cresce l’interesse in merito al reddito di emergenza 2020, il nuovo provvedimento in arrivo con il decreto di aprile 2020: allo studio i requisiti di accesso. Esclusi coloro che beneficiano già di altri provvedimenti di welfare.

Dopo l’estensione della cassa integrazione e l’introduzione del bonus 600 euro per i lavoratori autonomi, i co.co.co. ed i precari del settore turismo e spettacolo, la novità in arrivo dal punto di vista delle tutele di welfare è il reddito di emergenza. Un provvedimento che dovrebbe concretizzarsi all’interno del prossimo decreto legge in fase di approvazione a fine aprile e con valenza a partire dal prossimo mese di maggio 2020.

A spiegare il senso della nuova misura è stata nelle scorse ore la stessa Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, evidenziando che al momento ci sono circa 3 milioni di persone che non hanno potuto beneficiare di alcun sostegno di welfare in seguito al deflagrare della crisi da Covid-19. Il Reddito di Emergenza (abbreviato spesso come REM) dovrebbe andare quindi a sostenere proprio le persone esclusi da qualsiasi altra tutela di welfare.

Reddito di Emergenza atteso per maggio, pronti stanziamenti per 3 miliardi di euro

Stante la situazione, appare già ben delineato il quadro tecnico di intervento. Le stime governative parlano di un provvedimento che dovrebbe costare attorno ai 3 miliardi di euro, garantendo una cifra che va dalle 400 alle 800 euro in base al numero dei componenti del nucleo familiare. Il meccanismo di funzionamento potrebbe quindi essere simile a quello del reddito di cittadinanza, sebbene le due opzioni di tutela si escludano a vicenda.

Da questo punto di vista, il REM dovrebbe essere maggiormente accessibile, perlomeno per quanto concerne i requisiti patrimoniali del nucleo familiare. In questo senso, non è detto che per la prestazione sia necessario presentare l’Isee, come invece avviene per gli assegni di cittadinanza.

La misura, attesa per il mese di maggio 2020, potrebbe andare così a garantire per qualche mese un sostegno reddituale a chi vive con redditi caratterizzati da estrema precarietà, come ad esempio lavoratori con attività intermittenti, colf e badanti. Ma il sussidio sarebbe destinato anche a chi è costretto ad operare nell’economia sommersa, come nel caso di coloro che lavorano in nero.

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Reddito di emergenza: ipotesi su domanda e funzionamento

Nel frattempo dovrà partire anche la macchina organizzativa utile a ricevere le prime richieste di fruizione per il reddito di emergenza, così come già avvenuto nel mese in corso per il bonus 600 euro e per le altre indennità erogate dall’Inps. Proprio l’ente pubblico di previdenza rappresenterà il destinatario delle richieste di accesso al nuovo sussidio di welfare.

Al momento non è chiaro se l’Inps, una volta verificata la pratica, eseguirà un bonifico come avviene già per le indennità oppure se si ricorrerà ad una card così come avviene attualmente per il reddito di cittadinanza. Il sostegno dovrebbe comunque essere garantito per almeno due mesi, con eventuale proroga in base alla prosecuzione della situazione di emergenza.

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