Autore: Stefano Calicchio

INPS - Ammortizzatori sociali

Reddito di emergenza Inps 2020 per Covid-19: il governo vuole calibrarlo sul nucleo familiare

Allo studio il nuovo reddito di emergenza per offrire un sostegno alle persone colpite dalla crisi del Coronavirus che non rientrano nelle altre opzioni di garanzia già approvate. Si punta a tutelare le fasce più deboli della popolazione.

I tecnici dell’esecutivo stanno studiando il nuovo Reddito di Emergenza, un provvedimento volto ad allargare le tutele di welfare attivate per fare fronte alla crisi economica ed alla diffusione del Coronavirus. Nelle scorse ore sono emersi nuovi dettagli al riguardo direttamente dalla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, che ha spiegato su Facebook quali sono i principi guida alla base della fruizione del nuovo meccanismo di sostegno.

“Visto che l’attuale emergenza sta colpendo con maggiore forza le fasce più deboli della popolazione, al reddito di cittadinanza dobbiamo necessariamente affiancare uno strumento che aiuti chi è privo di qualsiasi forma di sostegno al reddito”. Per questo motivo “sto lavorando al reddito di emergenza” ha sottolineato l’esponente del governo, suggerendo che alla base vi sarà “un meccanismo a salire in base al numero dei componenti del nucleo familiare”.

Decreto legge di aprile: il Reddito di Emergenza tra i provvedimenti chiave

Sempre all’interno dello stesso intervento su Facebook la Ministra Catalfo ha spiegato che il Reddito di Emergenza avrà un ruolo chiave all’interno del prossimo decreto, ma non rappresenterà l’unico provvedimento utile in tal senso. Il governo ha infatti allo studio il rinnovo di tutti gli ammortizzatori sociali posti in essere a partire dallo scorso marzo e quindi anche del bonus da 600 euro (che potrà salire fino ad 800 euro).

Rispetto invece al già citato reddito di cittadinanza, la Ministra ha ricordato che attualmente ne risultano beneficiari 1,2 milioni di nuclei familiari, ma tra febbraio e marzo sono state presentate altre 142mila domande di accesso (con una progressione del +9% rispetto all’inizio dell’anno). L’importanza della misura in un momento di grave disagio emergenziale come quello attuale ha quindi portato nelle ultime ore alla decisione di consentire l’invio delle pratiche direttamente all’Inps.

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Per il REM costi attorno ai 3 miliardi di euro

Rispetto a quanto evidenziato finora, non mancano le stime tecniche sulle coperture necessarie per garantire il buon funzionamento del REM. Le proiezioni indicano che sarà necessario pensare ad uno stanziamento specifico attorno ai 2-3 miliardi di euro. Cifra che dovrebbe consentire un assegno minimo di circa 400 euro, estendibile fino ad 800 euro in base al numero di persone presenti all’interno del nucleo familiare.

Il sostegno di welfare potrà essere richiesto tramite l’Inps durante il mese di maggio, così come già avviene con le altre richieste di indennità avviate con i precedenti decreti. Le stime indicano anche che potenzialmente il provvedimento potrebbe interessare fino ad un milione di persone.

Il reddito di emergenza rappresenterà però una misura a tempo, richiedibile dalle categorie escluse dai precedenti provvedimenti come gli stagionali, i precari, gli irregolari ed i lavoratori che hanno terminato il sussidio di disoccupazione, oltre a badanti e baby sitter. Per snellire i tempi di funzionamento, diversamente da quanto avviene con il reddito e le pensioni di cittadinanza, l’accredito dell’indennità dovrebbe avvenire direttamente sul conto corrente del richiedente.

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