Autore: B.A

2
Ott

Reddito di cittadinanza, modifiche in arrivo, Ministri al lavoro per requisiti più stringenti

Potrebbero essere più stringenti i requisiti per accedere al reddito di cittadinanza. È quanto emerge da indiscrezioni e dichiarazioni dalle stanze di governo. Le critiche alla misura, già numericamente rilevanti per la questione dei furbetti che lo percepiscono senza averne diritto, sono aumentate in maniera esponenziale nelle ultime giornate.
Il fatto che è emerso come il sussidio sia finito nelle tasche di una ex terrorista delle Brigate Rosse, sembra stia spingendo il governo a intervenire a correzione della misura.

Chi è la terrorista con reddito di cittadinanza

La ex terrorista delle nuove Brigate Rosse , quelle che sul finire del secolo scorso uccisero il giuslavorista Massimo D’Antona è Federica Saraceni. Condannata in via definitiva per quell’omicidio, con le accuse di banda armata e concorso in omicidio, alla pena detentiva di 21 anni e 6 mesi, dal 2005 è ai domiciliari. La donna, oggi cinquantenne, è tornata sulle pagine dei quotidiani proprio perché è lei la ex terrorista che prende il reddito di cittadinanza. La Saraceni da agosto prende 623 euro al mese di sussidio.

Cosa dice la norma sul reddito di cittadinanza

Non c’è nulla di illegale, nessun errore, nemmeno tecnico per un caso del genere. Come ha ricordato l’Inps, situazioni del genere sono perfettamente lecite, perché è la normativa del reddito di cittadinanza a prevedere che anche la Saraceni possa pigliare il sussidio. La normativa prevede il blocco del sussidio o la bocciatura della richiesta, solo per soggetti che hanno avuto una condanna definitiva, nei 10 anni precedenti. Per la Saraceni, la condanna definitiva è dell’aprile 2008, quando la seconda Corte d’assise d’appello la condannò a 21 anni e 6 mesi, ribaltando la precedente sentenza della Corte d’assise di Roma che l’aveva condannata a soli 4 lavor8 mesi per banda armata, escludendo dai capi d’accusa il concorso in omicidio.

Cosa potrebbe fare il governo?

Per Di Maio è un’ingiustizia che il sussidio finisca ad una ex terrorista. Salvini ha parlato di scandalo. Se dal punto di vista legale tutto ok, perché come detto in precedenza, è la normativa del Rdc a rendere possibile tutto ciò, i dubbi di molti riguardano ciò che la misura prevede come politiche attive. Come fa una donna ai domiciliari a frequentare corsi, a rispondere alle convocazioni dei navigator degli uffici di collocamento e poi ad accettare proposte di lavoro? «La norma va cambiata», questo ha detto Di Maio che si è detto dispiaciuto per l’appello lanciato da una delusa moglie del povero Massimo D’Antona che il leader grillino ha promesso di voler incontrare. Di Maio ha anche detto che in perfetta sintonia col Ministro Buonafede, è d’accordo nel bloccare il sussidio alla ex terrorista.

Che sia tramite un atto immediato o tramite uno degli emendamenti alle misure, anche il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha confermato tutto. Tanto è vero che già oggi è stato convocato un summit al Ministero del lavoro a cui parteciperanno anche il Ministero della Giustizia e l’Inps. Modifiche in arrivo quindi per il reddito di cittadinanza. Probabile che si possa seguire la linea del PD, con le proposte di modifica della disciplina di accesso al reddito di cittadinanza. In pratica, si pensa ad inasprire i requisiti che comunque, già allo stato attuale delle cose appaiono più stringenti delle precedenti misure di sostegno al reddito.

In effetti trapela la voce che da controlli effettuati pare che la saraceni percepisse anche il Rei, il reddito di inclusione, la misura precedente il reddito di cittadinanza. Probabile che si vada in direzione di non concedere il sussidio a chi si è reso colpevole di gravi reati, a meno che, come dice Graziano Del Rio, non ci si trovi di fronte a casi di redenzione piena, cioè di soggetti che dopo aver compiuto gli atti che hanno prodotto la pena, si siano resi attori di una nuova vita con piena collaborazione con lo Stato.