Autore: Luigi Crescentini

Reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza da abolire? Boeri: «1,5 milioni di evasori riceve il sussidio»

Secondo alcune stime fornite dall’Inps, un milione e mezzo di individui che percepiscono il sussidio sarebbero evasori, Boeri: ’È necessaria una riforma sul reddito di cittadinanza’.

Il reddito di cittadinanza è un’erogazione monetaria distribuita ad intervalli regolari a tutti quelli che sono in possesso di cittadinanza italiana e che soddisfano determinati requisiti. Teoricamente il sussidio è stato ideato per offrire un sostegno alle famiglie che hanno un reddito mediamente basso e che dunque necessitano di un supporto economico. Ma la domanda che spesso ricorre è questa: «tutti quelli che lo percepiscono ne hanno realmente bisogno?»

Ultimamente si sente parlare sempre più spesso di «falsi poveri» che ricevono il sussidio nonostante abbiano un tenore di vita alto. Uno degli esempi più recenti, di cui si è sentito molto parlare e che ha anche dato il via alle polemiche sul Rdc, è quello dei fratelli Bianchi (due dei quattro sospettati dell’omicidio Willy): la famiglia percepiva il sussidio nonostante conducessero una vita decisamente agiata.

Reddito di cittadinanza, Boeri: «Un milione e mezzo di evasori usufruisce del reddito»

A quanto pare però, sembra non essere un caso singolo, anzi si calcola che circa un milione e mezzo di evasori usufruiscano del reddito di cittadinanza. A dichiararlo è stato l’ex presidente dell’INPS Tito Boeri in un articolo riportato sul noto portale «proiezionidiborsa».

Secondo Boeri, ci sono stime attendibili calcolate dall’INPS, secondo le quali, circa la metà dei 3 milioni di cittadini che percepiscono il sussidio risultano evasori. L’ex presidente INPS ha messo in chiaro i punti deboli del reddito di cittadinanza ovvero il fatto che viene percepito da molti ’falsi poveri’ e che non riesca a raggiungere molti cittadini che, invece, vivono realmente in condizioni disagiate, oltre al fatto di disincentivare il lavoro.

Scontro sugli evasori del Rdc: l’istituto smentisce le stime lanciate dall’ex presidente INPS

Di certo 1,5 milioni di evasori non è un numero piccolo, tanto da scatenare parecchi dissensi sul Rdc: c’è anche chi addirittura propone di abolirlo definitivamente. Dobbiamo, dunque, pensare ad un’abolizione o comunque ad una riforma?

Secondo l’ex presidente dell’istituto, il reddito non va abolito bensì modificato attraverso una riforma mirata ad analizzare più accuratamente tutte le informazioni disponibili. D’altro canto sullo scontro Boeri-Tridico sugli evasori del Rdc, l’attuale direttore centrale INPS, Daniele Checchi, è intervenuto smentendo tali stime e sostenendo che «non è possibile fare alcuna deduzione scientificamente affidabile circa l’inclusione di possibili evasori nella platea. Boeri ha interpretato male una simulazione della Direzione studi e ricerche».

Qualche giorno fa, l’ex presidente INPS, intervistato da «La Stampa» ha ripreso l’argomento spiegando: «Mi sono limitato a riferire che ci sono stime attendibili svolte dall’INPS secondo cui la metà dei tre milioni di presone che percepiscono il sussidio sono evasori». Poi continua dicendo: «Sono temi discussi all’Istituto a partire dall’incrocio fra i dati amministrativi e campionari sulla base di modelli di microsimulazione in seminari cui forse Tridico avrebbe fatto bene a partecipare».

Si tratta di simulatori, analisi «che hanno dato come risultato un numero pari a 1,468 milioni di individui che, secondo le stime, risulterebbero evasori con il Rdc. Di questa platea farebbero parte lavoratori in nero, fenomeni di evasione o elusione fiscale e lavoratori proprietari della casa in cui vivono al quale viene attribuito un fitto figurativo». È chiaro che l’argomento è molto discusso ultimamente soprattutto in vista del rinnovo della domanda per usufruire del sussidio Rdc.