Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni: sospesi i controlli sugli assegni all’estero per via del Coronavirus

L’Inps comunica la sospensione delle attività di verifica collegate con l’accertamento dell’esistenza in vita a causa dell’emergenza sanitaria. La scadenza si sposta ad agosto 2020.

Il Coronavirus e la conseguente emergenza sanitaria provoca l’interruzione delle verifiche attualmente in corso rispetto all’esistenza in vita dei pensionati che ricevono l’assegno dall’estero. Lo conferma la stessa Inps attraverso una comunicazione diffusa nella giornata di ieri venerdì 19 marzo 2020.

All’interno del messaggio numero 1249, l’ente ha infatti comunicato l’accordo di sospensione raggiunto con l’Istituto Citybank, che si occupa di erogare gli assegni all’estero. Ricordiamo che il meccanismo di controllo è normalmente indispensabile per garantire la prosecuzione dei pagamenti.

Pensioni all’estero: la sospensione delle verifiche di esistenza in vita

Stante la situazione appena evidenziata, all’interno del testo del messaggio l’Inps specifica che “al fine di salvaguardare la salute dei pensionati e di tutti i soggetti coinvolti nel processo di verifica in commento, e in considerazione del fatto che non è stata ancora avviata la spedizione delle lettere a coloro che nei database della banca risultano residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi, è stato concordato con Citibank di procedere alla sospensione delle attività connesse all’avvio della seconda fase della verifica”.

Pertanto, l’ente comunica che il processo di verifica riprenderà normalmente a partire dal prossimo mese di agosto 2020, con le attestazioni di esistenza in vita che dovranno necessariamente pervenire entro il mese di gennaio 2021. Il tutto tenendo presente che una decisione diversa potrebbe comunque essere presa da parte dell’Inps in base alla possibile evoluzione dell’epidemia.

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Cosa succede alle pensioni se non viene prodotta l’attestazione

Nell’ultima parte del proprio messaggio l’Inps conferma quindi la procedura da seguire e indica quali sono le possibili conseguenze per chi non dovesse procedere all’attestazione dell’esistenza in vita, fatto salvo che nuove precisazioni e disposizioni arriveranno certamente con un successivo messaggio.

In particolare, “nel caso in cui l’attestazione non sia prodotta entro il termine sopraindicato, il pagamento della rata di gennaio 2021, laddove possibile, avverrà in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza. In caso di mancata riscossione personale o produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro la seconda metà del mese di gennaio 2021, il pagamento delle pensioni sarà sospeso a partire dalla rata di febbraio 2021”, conclude l’ente pubblico di previdenza.

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