Autore: Stefano Calicchio

INPS - Pensione

Pensioni: sempre più assegni di vecchiaia dai 67 anni, ma scende l’importo erogato

I dati sulle pensioni dell’Osservatorio Inps mettono in rilievo la crescita delle uscite di vecchiaia, mentre scende l’importo medio erogato in favore di coloro che vanno in quiescenza.

Il 2020 ha visto crescere le pensioni erogate secondo i criteri di vecchiaia. Lo rende evidente l’Inps attraverso gli ultimi dati pubblicati dal proprio osservatorio. Allo stesso tempo, scende l’importo medio degli assegni. La fotografia scattata con gli ultimi rilievi evidenzia una crescita importante delle cosiddette pensioni di vecchiaia, che crescono a 255813 dalle precedenti 156995 erogate nel corso dell’anno precedente.

Al contempo, calano di circa 20mila unità le pensioni anticipate. Se si prendono invece in considerazione i dati generali sugli importi medi degli assegni, quest’ultimi passano da 1299 euro a 1240 euro. Complessivamente, il fenomeno è da imputare agli inevitabili effetti della legge Fornero, considerando che il peso del sistema contributivo diventa sempre più importante all’interno dei cosiddetti assegni misti al passare del tempo.

Pensioni di vecchiaia e anticipate: come si raggiunge l’assegno con le regole attuali

Nel corso del 2020 i lavoratori hanno potuto accedere alla pensione di vecchiaia avendo maturato almeno 67 anni di età e contemporaneamente 20 anni di versamenti. Chi ha iniziato a versare prima del 1996 ha potuto comunque beneficiare del computo misto-retributivo, calmierando così l’effetto del sistema contributivo puro.

Le pensioni anticipate della legge Fornero si concretizzano invece a partire dai 42 anni e 10 mesi per gli uomini, mentre per le donne il parametro si ferma a 41 anni e 10 mesi. Importante è stato però anche l’effetto delle opzioni sperimentali, come nel caso della quota 100. Quest’ultima consente l’uscita anticipata a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di versamenti. Vi sono poi altri meccanismi di prepensionamento disponibili solo in alcuni specifici casi, come la quota 41, l’opzione donna o l’APE sociale.

Pensioni 2020: crescono le pensioni di vecchiaia dei lavoratori dipendenti

A risultare determinante nell’aumento degli assegni di vecchiaia nel corso del 2020 sono stati i pensionamenti dei lavoratori dipendenti del settore privato. Quest’ultimi hanno visto una crescita dell’86%. Su tale aspetto va sottolineato anche il peso dell’adeguamento all’aspettativa di vita registrato nel corso del 2019 (quando bastavano 66 anni e 7 mesi di versamenti per maturare l’assegno).

Per quanto riguarda invece il dato territoriale sull’erogazione degli assegni, la maggior parte delle nuove pensioni sono localizzate nel nord Italia (49%). Interessante è infine anche l’aumento percentuale delle pensioni femminili erogate rispetto a quelle maschili. Un trend che si concentra in particolare nel fondo dei lavoratori dipendenti privati e pubblici, oltre che in quella della gestione commercianti.