Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS - Ammortizzatori sociali

Pensioni, per Ganga (Cisl) i dati Inps mostrano «quanto è difficile per le donne accedere alla anticipata»

Dal Segretario Confederale della Cisl emergono nuove prese di posizione rispetto ai dati recentemente diffusi dall’ente pubblico di previdenza riguardo i flussi di accesso alla pensione nel primo trimestre del 2020.

Arrivano nuove prese di posizione dalle parti sociali rispetto ai dati comunicati recentemente dall’Inps riguardo sui flussi di accesso alla pensione del primo trimestre 2020. A prendere posizione è in particolare il Segretario Confederale della Cisl Ignazio Ganga, il quale è partito da un commento sui dati generali, spiegando che questi non stupiscono rispetto al tema dei pensionamenti anticipati.

L’esponente della Cisl evidenzia infatti l’effetto della quota 100 sul numero delle pensioni anticipate erogate in favore dei lavoratori dipendenti. Quest’ultime sono passate dalle 18417 unità del 1Q 2019 alle 34687 del 1Q 2020. Gli assegni erogati tramite la quota 100 sono stati liquidati a partire “dal 1° aprile 2019 e solo per il settore privato” sottolinea Ganga.

Pensioni anticipate: i dati INPS sottolineano le difficoltà di accesso per le donne

Restano però evidenti le difficoltà che continuano a sussistere per le donne rispetto al raggiungimento dei requisiti di legge utili per l’accesso al pensionamento flessibile. Secondo quanto indicato dal Segretario Confederale della Cisl, “nel primo trimestre 2020 sono 11.130 le donne che hanno ottenuto la pensione anticipata a fronte di 23.557 maschi, cioè le donne sono il 32% del totale mentre per le pensioni di vecchiaia nello stesso periodo la percentuale è del 50% (su 16.366, 8.072 le pensioni per le donne e 8.294 per gli uomini)”.

Per Ganga questi dati non fanno altro che confermare “ancora una volta quanto sia difficile per le donne accedere alla pensione anticipata, per la quale sono chiesti più contributi e carriere più costanti”. Un dato di fatto che “motiva ulteriormente la nostra idea rispetto alla necessità di forme compensative per i requisiti di accesso alla pensione, come quello dello scomputo di un anno per figlio”.

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Pensioni di vecchiaia: colpisce “l’andamento demografico del Paese”

Degno di un’approfondita analisi, secondo quanto riportato da Ignazio Ganga, anche il dato relativo alle erogazioni delle pensioni di vecchiaia. Complessivamente i flussi riguardanti questa tipologia di assegno è più che raddoppiato. “Le stesse sono passate dalle 7.224 del primo trimestre 2019 alle 16.366 dello stesso periodo nel 2020, benché i requisiti anagrafici e contributivi siano rimasti gli stessi (67 anni di età e 20 anni di contributi)”.

L’esponente della Cisl riconduce le spiegazioni alla base di questo trend all’andamento demografico del Paese, sottolineando che già oggi le pensioni rappresentano un pilastro per la tenuta sociale del Paese e che lo saranno ancora maggiormente in futuro, anche considerando la complessità del momento attuale. In questo senso, secondo Ganga gli assegni previdenziali non dovranno diventare “oggetto di scambio, nè essere considerate solo costo come è purtroppo avvenuto nel passato, ma piuttosto dovranno essere rafforzate per far fronte alle esigenze di protezione sociale sempre più pressanti”, conclude il sindacalista.

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