Autore: Chiara Ridolfi

Pensione - INPS - Sciopero

21
Nov

Pensioni novità: bocciate le proposte del Governo. 2 dicembre si scende in piazza

Pensioni novità: sfuma l’accordo tra Governo e sindacati e il 2 dicembre la Cgil scende in piazza.

Le ultime novità per le pensioni non sono di certo rincuoranti dal momento che Governo e sindacati non sono riusciti a trovare un accordo sulla previdenza. Le novità sul fronte pensionistico erano state avanzate da Gentiloni in un programma in 7 punti che però non ha convinto tutte le parti sociali.

Se da una parte troviamo Furlan che esprime un giudizio positivo sugli sforzi del Governo, non si può dire lo stesso per quel che riguarda Susanna Camusso. La segretaria della Cgil ha infatti ritenuto le idea insufficienti per far fronte alla situazione.

Confermiamo un giudizio di grande insufficienza del testo che oggi il governo ha prodotto, coi suoi impegni rispetto alla legge di bilancio. La vertenza previdenziale è aperta e lo ribadiremo con grande forza e per sostenerla la Cgil indice per il 2 dicembre una prima mobilitazione.

Queste le parole della Camusso che hanno confermato l’arrivo di una giornata di agitazioni. Sabato 2 dicembre si scenderà quindi in piazza per far valere i propri diritti e per sollevare il problema della previdenza.
Le novità per le pensioni non sono quindi delle migliori e i timori di un aumento dell’età pensionistica senza categorie tutelate ritornano a farsi sentire.

Pensioni novità: l’incontro tra sindacati e Governo

Un epilogo non dei migliori porta la questione pensioni a chiudersi, almeno per il momento. Le proposte del Governo sono state respinte in toto dalle parti sociali che hanno giudicato insufficienti le manovre. Problema principale sono le ristrette risorse del Governo che non permettono di applicare una riforma vera e propria al sistema pensionistico italiano.

Proprio questi fondi esigui sembrano aver fatto scattare l’ira di Susanna Camusso, che ha dichiarato: “Il Governo continua a muoversi per deroghe, attraverso piccoli interventi che rende incerto il sistema previdenziale”.
I sindacati però si dividono e non riescono ad avere una visione unitaria sulla questione.

Annamaria Furlan si è dichiarata soddisfatta degli sforzi compiuti da Gentiloni e dal suo staff asserendo: “La Cisl ritiene che il percorso prospettato dal governo e la sintesi fatta siano assolutamente positivi. È quindi un giudizio positivo del percorso e del lavoro fatto”.
Per Carmelo Barbagallo, segretario Uil, ha invece messo in luce come la strada per aprire una breccia nella Legge Fornero sia un buon inizio.

La stessa Camusso ha parlato di mobilitazione. Per noi è fondamentale che ci sia un impegno per le future pensioni dei giovani, perché senza contribuzione figurativa nei periodi di disoccupazione i loro assegni sono a rischio. Bisogna abbassare l’età di uscita delle donne togliendo un anno per ogni figlio avuto e considerando il lavoro di cura fatto in casa

Queste le dichiarazioni di Barbagallo in un’intervista al Mattino. Le forze politiche in campo potrebbero infatti stravolgere la proposta del governo e per questo Gentiloni cercava appoggio nei sindacati a cui aveva chiesto di firmare la proposta.
Un secco no è arrivato però dalla Cisl che non ritiene idonee le idee e per questo conferma la mobilitazione in piazza per il 2 dicembre.

L’incontro non ha portato i risultati sperati e sembra che le parole di Gentiloni: “Più sostegno il pacchetto avrà dalle forze sindacali più sarà forte nel trovare spazio compiuto nella Legge di Bilancio” siano rimaste inascoltate. Fonti interne alla riunione hanno infatti riferito che il Presidente del Consiglio si sia rivolto alle forze in campo cercando di far capire la disponibilità del governo a risolvere i problemi della previdenza sociale italiana.