Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni, l’Inps ha liquidato oltre 157mila assegni nel primo trimestre 2020: importo medio a 1128 euro

Dall’Inps emergono i dati sulle pensioni liquidate nei primi tre mesi del 2020: si tende alla parità tra il numero degli assegni anticipati e quelli di vecchiaia. Resta ancora importante la quota 100 per le pensioni anticipate.

Arrivano nuovi aggiornamenti sul numero di pensioni liquidate nel corso del primo trimestre del 2020. A fare il punto della situazione è la stessa Inps, fornendo i dati di riferimento per quanto concerne la prima parte dell’anno. Sulla base delle evidenze statistiche, l’ente pubblico di previdenza ha provveduto ad erogare 157038 pensioni a partire dallo scorso gennaio fino al mese di marzo.

Da notare il trend in discesa nell’erogazione delle pensioni anticipate, in forte cambiamento rispetto al 2019 per via di due fattori. Da un lato sta venendo meno la corsa ai prepensionamenti per via della quota 100 (visto che molti dei potenziali richiedenti hanno già ottenuto la quiescenza), mentre dall’altro lato si concretizza l’effetto dell’aumento dell’età legale di accesso alla quiescenza.

Nei fatti, il primo trimestre dell’anno è stato quindi caratterizzato da meno richieste flessibili di accesso all’Inps, con il numero di pensioni anticipate che è quasi equivalso al numero degli assegni di vecchiaia. L’importo medio erogato complessivamente corrisponde invece a 1128 euro al mese.

Pensioni anticipate, la quota 100 continua a restare un’opzione scelta da molti lavoratori

Resta il fatto che molti lavoratori con i requisiti di legge per l’accesso alla quota 100, avendo maturato almeno 38 anni di versamenti e 62 anni di età, sembrano continuare a dimostrare il gradimento verso l’opzione di flessibilità. Tutto ciò anche considerando le difficili prospettive di prosecuzione dell’attività lavorativa che si aprono per i prossimi mesi, visti anche gli inevitabili effetti sullo stato dell’economia derivanti dall’emergenza Coronavirus.

Numerosi sono anche coloro che nel corso dei primi tre mesi dell’anno sono ricorsi alla pensione anticipata prevista dalla legge Fornero, che consente l’uscita dal lavoro con il solo requisito contributo e senza dover sottostare ad alcun vincolo anagrafico. La categoria che è ricorsa maggiormente a questo meccanismo di quiescenza è quella dei commercianti, mentre le uscite anticipate sono risultate sostenute anche tra i dipendenti.

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Pensioni 2020: le altre evidenze statistiche in arrivo dall’Inps

Interessanti sono anche le altre evidenze emerse dai nuovi dati pubblicati dall’Inps. Si pensi ad esempio al rapporto tra le pensioni di invalidità e quelle di vecchiaia. Quest’ultimo si presenta ridotto di oltre il 50% rispetto a quanto non era avvenuto nel primo trimestre del 2020. Il fenomeno è spiegabile con l’incremento degli assegni di vecchiaia liquidati nella prima parte di quest’anno.

Infine, per quanto concerne la percentuale delle pensioni liquidate in favore delle donne rispetto a quelle erogate agli uomini, si registra un valore in crescita. Le prime hanno infatti sorpassato le secondo proprio nel primo trimestre del 2020.

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