Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni di vecchiaia, con il contributivo è possibile anche con 5 anni di versamenti

Il sistema contributivo puro permette di accedere alla pensione di vecchiaia con appena 5 anni di versamenti, ma bisogna essere pronti ad attendere i 71 anni di età.

I lavoratori che desiderano ottenere l’accesso all’Inps avendo pochi anni di versamenti alle proprie spalle si trovano oggettivamente davanti ad una serie di vincoli che rendono molto difficile riuscire a centrare l’obiettivo. Rispetto a tale problematica, la pensione di vecchiaia contributiva appare come l’unica soluzione utile per poter andare in pensione.

Al riguardo, è possibile considerare che la pensione di vecchiaia contributiva garantisce una possibilità in più per i lavoratori con pochi versamenti che risultano inseriti all’interno del sistema contributivo puro, cioè che hanno iniziato a versare i propri contributi a partire dal primo gennaio del 1996.

La pensione di vecchiaia contributiva pura possibile anche con 5 anni di versamenti

Stante la situazione appena evidenziata, per chi è inserito all’interno del sistema contributivo puro le attuali regole di quiescenza prevedono la possibilità di richiedere l’accesso alla pensione di vecchiaia anche con soli 5 anni di versamenti. Il vincolo anagrafico, in questo caso, risulta però piuttosto pesante.

Sarà infatti necessario attendere il compimento dei 71 anni di età, un parametro che per altro risulta sottostante ai continui adeguamenti alla speranza di vita. La logica del vincolo è strettamente connessa con la necessità di fornire un assegno con un importo minimo utile, visto che un’età inferiore su un montante costituito da pochi versamenti avrebbe prodotto pensioni di importo estremamente contenuto (per via del meccanismo di funzionamento dei coefficienti di conversione in rendita).

Bisogna infatti considerare che il ricalcolo contributivo puro dell’assegno tende semplicemente a restituire quanto accumulato dal lavoratore suddiviso per gli anni di aspettativa di vita restanti (con un calcolo effettuato su base attuariale). Oltre a ciò, sebbene al momento si stia discutendo dell’avvio di un assegno di garanzia, è da rilevare che questa tipologia di assegno non prevede tutele come l’adeguamento alla minima.

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I requisiti di accesso ordinari e anticipati alla pensione di vecchiaia contributiva

Per chi riesce a raggiungere i 20 anni di versamenti la pensione di vecchiaia contributiva consente comunque di accedere all’Inps a partire dai 67 anni di età, purché l’entità del futuro assegno risulti non inferiore ad 1,5 volte la pensione sociale. Il dato corrisponde ad una pensione di poco inferiore alle 700 euro al mese.

Sebbene 20 anni di versamenti permettano in modo piuttosto agevole di maturare tale importo, bisogna tenere presente che chi non raggiunge quest’ultimo requisito è chiamato ad attendere ancora una volta i 71 anni di età (per i quali non è previsto alcun vincolo sull’importo del futuro assegno).

Infine, il sistema contributivo puro consente anche un’opzione di accesso anticipato alla pensione di vecchiaia, che fissa il vincolo anagrafico al raggiungimento dei 64 anni di età. In questo caso vi è però un vincolo stringente da superare a livello di importo dell’assegno, che deve risultare uguale o superiore a 2,8 l’entità della pensione sociale.

Nella pratica, si parla di circa 1290 euro al mese. Una soglia che difficilmente può essere maturata senza una lunga carriera di versamenti ed una retribuzione che risulti importante. Tanto che in questi casi risulta spesso più facile conseguire l’accesso all’Inps con la pensione di anzianità, che si consegue indipendentemente dal requisito di tipo anagrafico.

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