Autore: B.A

Pensioni di reversibilità e indirette: ecco a chi spettano le pensioni ai superstiti

Ecco una guida dettagliata alle pensioni ai superstiti in caso di decesso di un pensionato.

Si chiamano pensioni indirette quelle che vengono erogate a persone diverse dal soggetto titolare della prestazione che magari ha versato nella sua vita lavorativa i contributi previdenziali. Esiste nel sistema previdenziale una particolare forma di trattamento pensionistico che è la tipica pensione indiretta, cioè il trattamento di reversibilità. La pensione spesso non muore del tutto insieme al titolare della pensione. Il primo soggetto che spesso beneficia della pensione di reversibilità è il coniuge del pensionato deceduto. Ma in alcuni casi la pensione indiretta è assegnata anche ai figli del defunto. Vediamo in sintesi cosa occorre sapere e quali sono le regole da seguire per capire se si ha o meno diritto alla pensione di reversibilità.

Pensione indiretta e reversibilità: cosa serve sapere

Se c’è un effetto drammatico, nel desolante e terribile scenario dell’emergenza sanitaria del coronavirus, c’è sicuramente quello dei deceduti, nella stragrande maggioranza dei casi, anziani e pensionati. Sono proprio questi i soggetti più a rischio una volta che vengono infettati dal coronavirus. Lo dicono i numeri, che riportano il fatto che sono gli anziani la maggior parte dei deceduto con o per il coronavirus. Ed è così che molte famiglie, a partire dai coniugi superstiti, cercano notizie e informazioni sulle pensioni indirette.

Posso percepire la pensione di mio marito deceduto? Ho diritto alla pensione di reversibilità? Sono domande queste molto diffuse in qualsiasi periodo dell’anno, ma adesso che di fatti, il Covid-19 sta facendo una autentica strage, lo sono ancora di più. La pensione di reversibilità è una prestazione economica erogata in favore dei familiari superstiti di un pensionato deceduto. La pensione di reversibilità non significa che ai familiari superstiti viene passata interamente la pensione del caro defunto, perché l’importo viene stabilito in una percentuale della pensione a suo tempo goduta dal defunto. La pensione indiretta nel vero senso della parola invece, è quella prestazione che viene erogata ai superstiti di un lavoratore deceduto ma che non era ancora pensionato.

Per la pensione indiretta occorre che il defunto abbia maturato determinati requisiti prima di morire. Questi vincoli sono sostanzialmente due e alternativi tra loro. Il primo è che il lavoratore deve aver versato durante la carriera lavorativa almeno 780 contributi settimanali. In alternativa, basta che il lavoratore abbia versato almeno 260 contributi settimanali, di cui 156 nei 5 anni che precedono lo sfortunato evento della morte.

L’importo della pensione di reversibilità

Come dicevamo, ai superstiti che hanno diritto alla pensione di reversibilità, non passa l’intera pensione del defunto, ma solo una percentuale determinata da diversi fattori. Se la pensione passa al solo coniuge ancora vivo, tale pensione è pari al 60% della pensione percepita dal defunto prima di morire. Se invece è solo il figlio, inabile o studente ad essere l’assegnatario della reversibilità, tale pensione sarà pari al 70% della pensione del defunto. Sale all’80% invece, la percentuale di pensione spettante nel caso in cui la reversibilità spetti al coniuge e a un figlio o a due figli senza coniuge. Solo in un caso la pensione del defunto passa interamente ai superstiti, ed è quello della reversibilità al coniuge e a due o più figli.

Pensione collegata al reddito dei superstiti e casi particolari

La somma di denaro che viene erogata ai superstiti viene ridotta nel caso in cui gli assegnatari della reversibilità abbiano redditi propri. Si perde il 25% della pensione di reversibilità spettante se il beneficiario ha un reddito sopra 3 volte il trattamento minimo, cioè più o meno, il 40% se invece il reddito è sopra 4 volte il trattamento minimo ed il 50% per redditi superiori. La pensione di reversibilità spetta anche ai coniugi separati o divorziati o ai nuovi coniugi, ma solo a determinate condizioni e particolarità.

In caso di separazione, se questa è addebitata al coniuge superstite, la reversibilità spetta solo se il giudice che ha ratificato la separazione ha concesso al coniuge superstite gli alimenti. Lo stesso vale per il coniuge divorziato, a cui spetta la reversibilità solo se il giudice ha assegnato in suo favore l’assegno divorzile. L’ultima cosa da sapere è che anche se manca il coniuge, i figli o i nipoti, la pensione ai superstiti può essere erogata anche ai genitori del defunto, purché abbiano una età inferiore a 65 anni e che si trovino senza una pensione propria.