Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

20
Mag

Pensioni e Covid-19: con la Fase 2 i lavoratori attendono anche il riavvio della riforma previdenziale

Con l’arrivo della fase 2 si attende la ripresa del dialogo sulla riforma delle pensioni. Dai sindacati emerge la richiesta di un percorso incentivante di accompagnamento all’uscita dal lavoro.

Tra gli effetti della crisi provocata dal Coronavirus vi è stata anche l’interruzione degli incontri programmati tra governo e sindacati per avviare la riforma del sistema previdenziale e garantire maggiori tutele e più flessibilità ai lavoratori. Un confronto che risultava quanto mai necessario anche per le diverse opzioni di prepensionamento di natura sperimentale in via di scadenza.

Con l’avvio della Fase 2 del Coronavirus e la graduale ripresa delle attività, i lavoratori si attendono ora che possa ripartire anche il dialogo sulla riforma delle pensioni e quindi sull’avvio di nuovi meccanismi di pensionamento anticipato. Un punto sul quale certamente oggi peseranno nuove logiche dovute agli effetti sull’economia dettati da Covid-19, ma che non può essere ulteriormente procrastinato per via della determinante azione di welfare e di tutela sociale svolta dal comparto previdenziale.

Armiliato (Cods): situazione straordinaria, serve ragionare in termini realistici

Rispetto al punto nelle scorse ore è arrivato un nuovo commento dall’amministratrice del Comitato Opzione Donna Social Orietta Armiliato, che ha ricordato l’importanza di riavviare il dialogo sulle pensioni, ma ha anche sottolineato la gravità del momento e la necessità di mantenere un atteggiamento ragionevole rispetto alle reali “possibilità di investimento” presenti in questo particolare momento.

Sullo sfondo restano infatti i tanti interventi da attuare al fine di riformare il sistema per metterlo in sicurezza. “L’unica cosa chiara al momento è che la situazione straordinaria creatasi con l’avvento della pandemia implica una serie di possibilità, ipotesi, suggestioni anche fantasiose, non ultime le riflessioni su quelle che sono attualmente le misure attive come, ad esempio Quota 100, tanto costosa quanto discussa”, spiega Armiliato.

Ma gli interrogativi riguardano anche le altre opzioni di quiescenza sperimentali in corso di scadenza, “che a questo punto ed in maniera semplice sarebbe un probabile vantaggio prorogare, in attesa di tempi più appropriati, anche in funzione del sostenibile impatto economico... come, ad esempio, l’Ape Social e l’Opzione Donna”. Il tutto mantenendo un atteggiamento che per l’amministratrice del Cods deve essere orientato al realismo, stante che l’attuale “realtà economica non lascia molto spazio di manovra, come ben sappiamo”.

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Cosentino: “necessario riprendere il confronto sulla riforma delle pensioni”

Un invito alla ripresa del confronto sulle pensioni è arrivato recentemente anche dall’esperto previdenziale già presidente di patronato Domenico Cosentino, intervistato dalla giornalista Erica Venditti per il sito Pensionipertutti.it. All’interno dell’intervista il sindacalista ha evidenziato la propria posizione in merito al punto, spiegando che tra le priorità vi dev’essere la ricerca di un “percorso incentivante di accompagno alla pensione, con riferimento alla platea di assicurati che per effetto del covid sono posti in cassa integrazione, giacché le loro prospettive di ripresa lavorativa risultano difficili... e mi riferisco agli addetti del comparto del turismo, della ristorazione”.

Oltre a ciò, Cosentino ha sottolineato anche la necessità di porre fine alla questione dei 6mila lavoratori esodati che attendono ancora oggi in agonia un provvedimento in grado di consentire loro l’accesso definitivo alla pensione. Il tutto considerando anche gli inevitabili effetti negativi causati dal Coronavirus sull’occupazione nel nostro Paese.

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