Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni anticipate, preoccupazione dei lavoratori per la disoccupazione in età avanzata

I lavoratori chiedono più flessibilità per l’accesso alla pensione quando si perde il lavoro avanti negli anni: difficile trovare un nuovo impiego, servono maggiori meccanismi di tutela.

Tra le situazioni di disagio maggiormente complesse da affrontare, soprattutto in un periodo come questo dove l’emergenza coronavirus ha duramente colpito l’economia italiana, c’è la perdita di lavoro in età avanzata. Un’eventualità che mette moltissime persone di fronte al paradosso di essere troppo giovani per poter accedere alla pensione e troppo anziani per potersi reinserire facilmente all’interno del mondo del lavoro.

È questo il sunto dei tantissimi commenti che ci hanno lasciato i lavoratori interrogati sul tema all’interno della pagina facebook “Riforma pensioni e lavoro”. In un nuovo sondaggio sulla questione sono state riportate tante situazioni di disagio vissute proprio per la perdita del lavoro. Ma non sono mancate ovviamente nemmeno le richieste di intervento per rendere più semplice accedere alla pensione quando ci si trova nella situazione appena evidenziata.

Pensioni anticipate e perdita del lavoro: i commenti dei lavoratori

Tra i punti più discussi rispetto alla difficile situazione vissuta da chi perde il lavoro in età avanzata c’è proprio l’insieme di regole che di fatto impedisce l’accesso all’Inps nonostante diversi decenni di versamenti alle proprie spalle. Per Peppe “bisogna vedere a che età si perde il lavoro” ma “io suggerirei che a 55 anni chi ha perso il lavoro abbia il diritto di andare in pensione per i contributi versati, perché trovare un nuovo impiego è diventato impossibile a quell’età”.

Raccontando la sua storia, il lavoratore spiega di avere 51 anni di età e 34 anni di contribuzione, essendo tra i fortunati che è riuscito ad avere inizialmente un lavoro stabile. “Ebbene oggi sono in cassa integrazione, alla mia età chi mi assume più? I giovani hanno problemi a trovare lavoro, pensate a questa età”. Ermanna racconta invece la storia del marito, licenziato cinque anni fa a 64 anni. “Si adatta a fare qualsiasi cosa, ma a quell’età chi lo assume? Ha sempre fatto lavori usuranti per datori di lavoro che non hanno sempre versato i contributi, è stanco e ha qualche acciacco e non ce l afa più… altri due anni di lavori malpagati non li regge”.

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Pensioni e disoccupazione in età avanzata: per i lavoratori serve più flessibilità

Moltissimi sono poi i commenti che arrivano dalle donne e che si trovano ad aver lavorato gestendo al contempo il lavoro di cura in famiglia, avendo quindi difficoltà ad accedere alla pensione una volta perso il lavoro in età avanzata. Michela racconta che “la ditta dove lavoravo dopo 30 anni di contributi chiuse lasciando me e altri colleghi senza lavoro, sono 10 che non lavoro e non ho mai trovato niente a Milano… tra vari CAF che ho girato tutti mi hanno detto di aspettare che arrivo 66 e 7 mesi, ne ho 62 immaginate da quanto aspetto”.

Per Enrica “l’età giusta non c’è, si dovrebbe poter andare in pensione con 35 anni di contributi... dopodiché il meritato riposo è d’obbligo le donne che fanno quasi sempre tre lavori in uno”. Infine, Assunta propone comunque di garantire anche l’ingresso nell’Inps con “60 anni per tutti, ognuno con i propri contributi e liberi di scegliere, perché se anche si vuole continuare dipende dal tipo di lavoro”.

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