Autore: Stefano Calicchio

INPS - Quota 100

Pensioni anticipate e quota 100: per l’anticipo del TFR servirà attendere luglio

Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DPCM contenente il via libera al prestito si resta in attesa dell’implementazione operativa. Si punta a sbloccare l’anticipo della liquidazione per i dipendenti pubblici che hanno aderito alla pensione anticipata con quota 100.

Tra i diversi provvedimenti inerenti il comparto previdenziale in fase di attuazione c’è anche l’anticipo del TFR o TFS per i lavoratori pubblici che hanno scelto di aderire alla pensione anticipata tramite la cosiddetta quota 100. La misura permette la quiescenza flessibile a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di versamenti.

Nel settore pubblico, il meccanismo si scontra però con l’irrigidimento delle regole di pagamento della liquidazione deciso attraverso le precedenti riforme del settore previdenziale. In pratica, i dipendenti statali devono normalmente attendere fino a 24 mesi per ottenere il proprio trattamento. Il lasso di tempo si riduce a 12 mesi se la cessazione dal servizio si concretizza con la maturazione dei requisiti ordinari di pensionamento.

Il problema del pagamento del TFR e TFS per chi è andato in pensione anticipata con quota 100

Per quanto concerne invece il caso particolare della pensione anticipata tramite quota 100, il differimento si confronta con la data di pensionamento di vecchiaia, attualmente fissata a 67 anni di età (con almeno 20 anni di contribuzione). Questo significa che secondo le regole attuali, per alcuni lavoratori pubblici potrebbe risultare necessario attendere fino a sei anni prima di ricevere la propria liquidazione.

Al fine di rimediare alla situazione, il legislatore ha previsto con il decreto legge numero 4 del 2019 la possibilità di ricevere un anticipo del proprio TFR tramite la sottoscrizione di un prestito bancario garantito, nella misura massima di 45mila euro. Purtroppo l’attuazione pratica del provvedimento è slittata di mese in mese per via delle difficoltà tecniche correlate alla misura.

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Il punto della situazione per la liquidazione dei pensionati pubblici: la misura non potrà essere operativa prima di luglio

Stante il quadro appena descritto, con l’ultimo DPCM del governo sulla misura (pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 15 giugno 2020) si è arrivati a un nuovo importante passo in avanti nell’attuazione della misura. La procedura inserita nel testo di legge richiede che il lavoratore presenti un’apposita domanda di verifica all’Inps, che dovrà certificare l’importo entro 90 giorni.

Una volta ottenuto il via libera sarà quindi possibile procedere con la richiesta vera e propria verso l’intermediario finanziario che si occuperà di concedere l’anticipo. La banca verifica i requisiti e procede contestualmente a richiedere il blocco della relativa quota di TFR, così da avere garanzia di buon fine nella conclusione dell’operazione. Dal momento in cui anche questo passaggio riesce ad avere riscontro positivo, l’erogazione del TFR avverrà entro 15 giorni. I tempi tecnici appena descritti rendono però evidente che l’opzione non potrà comunque risultare operativa prima del prossimo mese di luglio.

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