Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS - Quota 100

9
Gen 2020

Pensioni anticipate e quota 100: Speranza (Leu) chiede di non spiazzare gli italiani, i sindacati in pressing sulla flessibilità

Sulle pensioni flessibili la quota 100 continua a restare al centro del dibattito, ma i sindacati chiedono di superare finalmente la rigidità imposta dalla legge Fornero.

Le ultime novità sulle pensioni ad oggi 9 gennaio 2020 vedono arrivare nuove prese di posizione dal mondo della politica e dei sindacati. A restare al centro della discussione è ancora una volta la sperimentazione della quota 100 e la necessità di pensare ad un nuovo intervento di flessibilità a partire dal 2022, quando l’opzione (alle regole attuali) non sarà più disponibile. Negli ultimi giorni sono emerse però anche numerose prese di posizione da parte delle principali forze sindacali, che chiedono di superare la legge Fornero e di avviare finalmente la separazione tra assistenza e previdenza. Questi temi saranno infatti al centro del nuovo confronto che proseguirà durante il mese di gennaio 2020 con la ripresa dei tavoli tra esecutivo e parti sociali.

Speranza (Leu): serve “sedersi e ragionare”

Sulle pensioni anticipate tramite quota 100 arriva un nuovo invito alla riflessione da parte del Ministro della Salute Roberto Speranza, durante un proprio intervento su Radio Capital alla trasmissione Circo Masimo. Secondo l’esponente di Liberi e Uguali, il tema resta al centro delle discussioni interne al governo, nonché un punto chiave per le verifiche che prenderanno forma successivamente alla prossima tornata elettorale del 26 gennaio per le regionali. Rispetto alla misura di accesso flessibile all’Inps, Speranza spiega che “occorre sedersi e ragionare, evitando lo spiazzamento degli italiani che hanno preso decisioni sulla propria vita”. La presa di posizione appare quindi come una replica alle forze interne della maggioranza che chiedono di abolire il provvedimento in favore di altre misure.

Ruocco (M5S): serve una pensione di garanzia per i giovani

Sulla riforma delle pensioni è intervenuta nelle scorse ore anche Carla Ruocco, Presidente della VI Commissione Finanze della Camera e deputata del M5S. Secondo la pentastellata, rispetto al tema “bisognerà prevedere assolutamente una pensione di garanzia per i giovani, perché oggi i lavori subiscono sempre più una discontinuità. Quindi a fronte anche del fatto di migliorare il mercato del lavoro, bisognerà garantire una pensione di garanzia”. La parlamentare è intervenuta anche sulle pensioni anticipate tramite quota 100, ricordando che rispetto al meccanismo di uscita flessibile dal lavoro “c’è un risvolto positivo” dell’opzione, perché “nel momento in cui io mando prima le persone in pensione apro a nuovi posti di lavoro e quindi di tutto ciò se ne dovranno agevolare i giovani”.

Ghiselli (Cgil): “quota 100 ha lasciato inalterata la legge Fornero”

Sulla necessità di riformare il sistema previdenziale pubblico è tornato ancora una volta il Segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli, pubblicando un interessante editoriale sul sito “Pensioni Per Tutti”. All’interno il sindacalista ha ricordato innanzitutto che “la quota 100 ha lasciato del tutto inalterata la legge Fornero” pur rappresentando per i lavoratori “un’opportunità fino al 2021”. Il sindacalista ha quindi ricordato che la portata d’azione della misura corrisponde a qualche decina di migliaia di persone, ma anche nel caso in cui l’opzione venisse resa strutturale i problemi legati alla manovra Fornero resterebbero ancora in attesa di una soluzione. Secondo Ghiselli, una qualsiasi opzione di uscita flessibile dal lavoro deve comunque implementare un “requisito contributivo che non superi i 20 anni”, valorizzando al contempo “il lavoro discontinuo, gravoso o di cura”. Questo perché il sistema di conteggio degli assegni sta prevalentemente virando verso il contributivo e offrirà pensioni legate agli effettivi versamenti, ha concluso l’esponente della Cgil nel proprio editoriale.

Ganga (Cisl): bisogna riaprire il confronto sulle regole di accesso alla pensione

Per la Cisl a gennaio è necessario riaprire subito il confronto con il governo rispetto alle nuove regole di accesso alla pensione. Lo evidenzia il Segretario Confederale Ignazio Ganga, commentando una recente intervista rilasciata dal Sottosegretario Baretta sul Corriere della Sera, nella quale si chiarisce qualsiasi dubbio sul futuro della quota 100. “Lo diciamo convinti che quando si mette anticipatamente in discussione quota 100, in realtà, si compie un attacco contro i lavoratori e le lavoratrici, perché si crea incertezza e confusione aumentando, paradossalmente, la voglia di andare in pensione anche in quelli che non ci pensano” spiega il sindacalista, ricordando che i risparmi della misura previdenziale “continuamente sotto attacco certificano la sua sostenibilità”. Purtroppo proprio quei risparmi non sono reimpiegati all’interno dello stesso comparto previdenziale, con un progetto in grado di flessibilizzare l’uscita dal mercato del lavoro. Per questo Ganga ricorda che nel confronto con il governo che riprenderà a gennaio il tema della flessibilità previdenziale resta delicato. “Bisogna da subito far partire le Commissioni di studio sui lavori gravosi e sulla separazione tra previdenza ed assistenza, realizzando immediatamente quelle misure capaci di restituire equità al sistema ed in particolare alle donne ed ai giovani, rispetto ai quali l’attuale modello pensionistico è oggettivamente avaro”.

Proietti (Uil): “il governo riprenda il confronto”

Anche dalla Uil negli scorsi giorni è arrivato un nuovo invito all’esecutivo per la ripresa del confronto con le parti sociali, ricordando innanzitutto che la quota 100 è una misura utile, ma non rappresenta uno strumento perfetto. “Per il futuro si deve puntare a una flessibilità diffusa tra i 62 ed i 63 anni, diminuendo gli anni di contribuzione necessaria senza penalizzazioni né ricalcoli contributivi” ha spiegato il Segretario Confederale Domenico Proietti, ricordando che il progetto è perseguibile avviando finalmente la separazione tra spese di assistenza e previdenza, nonché attuando una diversificazione per l’accesso alla pensione in base alle diverse tipologie di lavoro svolto. Infine, Proietti ricorda che la quota 41 per tutti deve essere considerata come sufficiente per ottenere l’accesso all’Inps, mentre risulta indispensabile anche valorizzare il lavoro di cura e la maternità, completando la salvaguardia dei lavoratori esodati.