Autore: Stefano Calicchio

Pensione

15
Giu 2020

Pensioni anticipate e APE sociale: c’è tempo fino al 15 luglio per la seconda finestra

I lavoratori con i requisiti utili per l’accesso alla pensione tramite l’ape sociale hanno ancora tempo per la seconda finestra: ecco le informazioni da sapere per fare domanda.

Tra le diverse opzioni di uscita flessibile dal lavoro ancora disponibili in via sperimentale c’è anche l’APE sociale, che permette di accedere all’Inps a partire dai 63 anni di età e con 30 o 36 anni di versamenti (in base alla specifica situazione di disagio prevista dal legislatore). Sul punto bisogna innanzitutto evidenziare che al momento non risultano presenti proroghe rispetto alla scadenza ufficiale della seconda finestra.

In tal senso, ricordiamo che la prima finestra di accesso alla pensione era stata spostata allo scorso 1° giugno 2020 (dal precedente 31 marzo) per via dell’emergenza Coronavirus. La prossima scadenza (salvo eventuali proroghe) sembra destinata a rimanere immutata al prossimo 15 luglio, mentre la terza finestra partirà dal giorno successivo per concludersi il 30 novembre 2020. Queste date sono da considerare con attenzione, perché l’effettivo ingresso nelle tutele previdenziali dipende dalla disponibilità di risorse stanziate.

Pensioni anticipate e APE sociale: come funziona il meccanismo di quiescenza flessibile nel 2020

Dal punto di vista pratico, l’APE sociale si pone come alternativa alla Quota 100 e all’opzione donna, consentendo una maggiore flessibilità nell’uscita dal lavoro. Viste le criticità dovute all’emergenza Covid-19, si tratta di un’opzione da prendere in considerazione per fare fronte ad eventuali crisi o difficoltà occupazionali.

Il pensionamento anticipato è possibile a partire dai 63 anni di età e con 30 anni di versamenti in favore dei disoccupati che hanno terminato i sussidi di disoccupazione, degli invalidi con un grado riconosciuto pari ad almeno il 74% e dei caregiver. Anche coloro che rientrano tra i lavori gravosi e usuranti riconosciuti dalla legge possono fruire dell’opzione, a patto di aver acquisito almeno 36 anni di versamenti.

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Per la pensione con l’APE sociale serve una doppia domanda

I lavoratori che hanno intenzione di accedere all’APE sociale dovranno inoltrare all’Inps entro i termini di legge una doppia domanda. La prima riguarda il riconoscimento dei requisiti utili per poter fruire dell’opzione di accesso flessibile alla pensione. Una volta ricevuto il via libera da parte dell’ente previdenziale, sarà quindi possibile procedere con la richiesta di quiescenza vera e propria.

Per chi ottiene il via libera anche al secondo passaggio si concretizzerà un assegno a partire dal mese successivo. Si tratta però di una indennità ponte che sostiene il lavoratore fino all’ingresso vero e proprio nella pensione di vecchiaia (che attualmente si matura a 67 anni di età).

L’importo dell’indennità è uguale a quello della futura pensione, con un limite massimo fissato a 1500 euro mensili. L’assegno resta compatibile con eventuali redditi da lavoro successivi alla sua decorrenza, con un limite di 8mila euro l’anno per le attività da lavoro dipendente (o contratti a scadenza), oppure di 4800 euro l’anno per chi dovesse svolgere attività autonoma.

APE sociale: come fare domanda e perché è importante agire tempestivamente

Le domande di riconoscimento dei requisiti e di accesso all’APE sociale possono essere inviate direttamente dal lavoratore all’Inps tramite il sito web o contact center (se in possesso del PIN dispositivo). In alternativa è possibile usufruire dei servizi del proprio patronato di fiducia, che provvederà ad inoltrare la pratica all’ente previdenziale per conto del richiedente.

Il rispetto della scadenza prevista per la seconda finestra è importante perché il legislatore ha previsto un budget di spesa fisso per il 2020 (così come già avvenuto nei precedenti anni di sperimentazione). L’accoglimento delle domande è quindi soggetto alla verifica dell’ente rispetto alla presenza di risorse utili. In caso di eccesso di richieste, vale l’ordine cronologico dell’invio delle pratiche, salvo lo stop all’erogazione delle indennità una volta raggiunto l’esaurimento delle risorse disponibili.

Rispetto alla questione, è utile ricordare che resta sempre possibile presentare domanda anche per quei lavoratori che hanno maturato i requisiti negli anni passati senza usufruire dell’opzione. In considerazione di ciò, i lavoratori interessati ad accedere all’APE sociale faranno bene ad inviare la propria domanda senza indugiare ulteriormente.

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