Autore: Giacomo Mazzarella

31
Ago

Pensioni anticipate con 64 anni di età e 37 di contributi, al posto di quota 100, quota 41 e Ape, ecco una nuova proposta

Al posto di tutte le misure varate in questi anni, Brambilla propone una sua soluzione flessibile

Dal punto di vista previdenziale l’argomento più discusso delle ultime giornate è senza dubbio quota 100. Se ne parla tanto perché sulla misura di pensione anticipata e flessibile che la Lega ha molto sponsorizzato aleggiano i dubbi sulla sua sorte, su ciò che ne sarà se si andrà a nuove elezioni o se davvero nascerà il nuovo governo giallorosso. La misura ancora oggi è molto criticata, attaccata da più parti anche per i risultati ottenuti in termini di domande pervenute all’INPS, di un buon 30% inferiori alle attese.

Quota 100 va stoppata adesso o no? Questo il dubbio che molti si pongono e che lascia perplessi anche molti lavoratori che sulla uscita anticipata offerta da quota 100 magari contano. Nel frattempo si moltiplicano soluzioni e proposte. L’ultima di in certo rilievo è quella di Alberto Brambilla, esperto previdenziale e Presidente del centro studi Itinerari Previdenziali. Brambilla, che una volta era un soggetto vicino alla Lega, per la quale si diceva, producesse i programmi elettorali in materia previdenziale, oltre che cancellare quota 100, suggerisce una misura unica di pensione flessibile che sostituirebbe anche opzione donna, Ape sociale e quota 41 per i precoci.

La proposta di Brambilla

Una nuova proposta di riforma del sistema previdenziale è quella che in parole povere propone Alberto Brambilla, uno che piaccia o meno, di previdenza sociale qualcosa indubbiamente capisce. Soprattutto alla luce dei primi dati che adesso si possono considerare su quota 100, la misura non ha raggiunto i risultati previsti. I soldi stanziati e quindi la platea dei lavoratori che solo nel 2019 avrebbero dovuto sfruttare la quota 100 è stata sovrastimata. Anche l’ex Ministro di Economia e Finanze degli ultimi governi Pd, quelli Renzi e Gentiloni tanto per intenderci, ha dichiarato che la quota 100 è una misura che non ha prodotto come sperato, maggiore occupazione, anzi ha fatto l’esatto contrario.

Anche secondo Brambilla la misura non ha raggiunto i risultati sperati e la crisi di governo non fa che peggiorare la situazione. Senza il partito che maggiormente ha voluto la quota 100 la misura difficilmente andrà oltre il 2021, scadenza dei 3 anni di sperimentazione. Per lo stesso motivo, ipotizzare un ritorno in auge della quota 41 per tutti, anche questa misura chiaramente di ispirazione leghista, appare esercizio più che azzardato. In definitiva, senza interventi previdenziali corposi, dal 2021 per andare in pensione le strade resteranno gioco forza quelle della Fornero, con l’età anagrafica a 67 anni (bisogna però vedere l’aspettativa di vita e cosa produrrà in termini di incremento dei requisiti), la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, come contribuzione, oppure la pensione di vecchiaia contributiva a 71 anni.

Per Brambilla però una soluzione ci sarebbe. Il Presidente di Itinerari Previdenziali propone di sostituire la moriente quota 100, opzione don, Ape social e quota 41, con una unica misura con uscita a 64 anni con 37 anni di contributi (o 38 come la quota 100).

Misura flessibile

Una misura che sarebbe davvero flessibile al contrario di quota 100 sulla quale Brambilla ha mosso diverse critiche. A quota 100 Brambilla contesta la poca flessibilità e lo scarso adattamento alle condizioni lavorative e di disagio di alcune tipologie di soggetti. Per Brambilla la quota 100 con i suoi 38 anni di contribuzione necessaria non tiene in considerazione le donne lavoratrici che hanno difficoltà a raggiungere montanti contributivi elevati. Lo stesso per molte categorie di lavoratori assoggettati a lavori precari, discontinui e frammentati. Inoltre la misura non prevede canali agevolati per tipologie di lavoro gravoso.

Per le donne Brambilla propone il ritorno alla vecchia normativa Dini. Le lavoratrici madri per esempio dovrebbero avere 8 mesi di contributi fissi per figlio avuto fino a 2 anni di contribuzione massima per quelle con 4 o più figli avuti. La proposta Brambilla ha un occhio di riguardo anche per i precoci a cui andrebbero garantiti 1,25 anni di contributi per ogni anno si lavoro svolto Prina del diciannovesimo anno di età.