Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

27
Mar 2020

Pensioni anticipate 2020: la quota 41 ancora presente per alcuni precoci, ma non per tutti

In un periodo difficile come quello attuale la pensione anticipata con 41 anni di versamenti continua ad essere un’opportunità preziosa per i lavoratori precoci. Il provvedimento resta però disponibile solo in alcuni casi.

Tra i meccanismi di accesso anticipato alla pensione la quota 41 rappresenta un’opzione destinata ai cosiddetti lavoratori precoci, ovvero a coloro che hanno avuto una lunga carriera lavorativa, avendo accumulato oltre quattro decenni di versamenti sulle proprie spalle. Nella pratica, l’attuale ordinamento prevede per questo genere di contribuenti un’opzione di uscita che risulta accessibile solo in comprovate situazioni di disagio.

In tal senso, oltre al raggiungimento di almeno 41 anni di versamenti il legislatore ha previsto la necessità di maturare alcuni vincoli molto specifici, limitando fortemente l’area di applicabilità della misura. Anche per questo i lavoratori chiedono ormai da tempo di slegare il meccanismo di prepensionamento da qualsiasi altro vincolo che non sia il parametro contributivo.

Come accedere alla pensione anticipata con la quota 41 nel 2020

Entrando nel merito della misura, attualmente la pensione anticipata con la quota 41 è accessibile a partire da 41 anni di versamenti senza la necessità di dover raggiungere contestualmente alcun vincolo anagrafico, purché si possa dimostrare di aver versato almeno un anno di contribuzione prima del compimento del 19mo anno di età.

Allo stesso tempo, bisogna rientrare all’interno di uno dei casi indicati dal legislatore. Il primo è lo stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, purché sia stata conclusa da almeno tre mesi ogni tipologia di prestazione di welfare o disoccupazione (Naspi). Il secondo caso prevede il riconoscimento di un’invalidità uguale o superiore al 74%, accertata dalle competenti commissioni mediche.

Il terzo caso riguarda i caregivers, ovvero coloro che assistono il coniuge o un parente di primo grado con un grave handicap, oppure un parente affine di secondo grado convivente nel caso in cui i genitori della persona con handicap abbiano compiuto 70 anni o siano affetti a loro volta da patologie invalidanti.

Infine, rientrano nel perimetro della misura anche coloro che hanno svolto le mansioni particolarmente faticose e pesanti previste dal decreto legge numero 67 del 21 aprile 2011, oltre che i dipendenti delle categorie indicate nella lista dei lavori usuranti (purché abbiano svolto tale attività per almeno sette anni negli ultimi dieci, oppure per almeno sei anni negli ultimi sette).

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Pensioni flessibili, i lavoratori chiedono di alleggerire i vincoli per accedere alla quota 41

Stante la situazione appena evidenziata, bisogna innanzitutto sottolineare che la maturazione della prestazione con i parametri di cui sopra resta perfezionabile entro il 31 dicembre del 2026. La pensione anticipata non è cumulabile con redditi da lavoro subordinato o autonomo prodotti in Italia o all’estero per il periodo di anticipo rispetto ai requisiti vigenti per la generalità dei lavoratori.

La domanda può essere presentata online direttamente attraverso la propria area riservata del sito Inps, purché si disponga del Pin dispositivo. In alternativa, è possibile procedere all’invio della pratica tramite il contact center dell’Inps, oppure per mezzo dei servizi offerti dai patronati e dagli intermediari abilitati.

Rispetto all’accessibilità della prestazione, moltissimi lavoratori precoci chiedono da tempo un intervento di espansione della platea dei potenziali beneficiari, facendo venire meno i rigidi vincoli che attualmente impediscono l’ingresso nell’Inps nonostante la maturazione di 41 anni di versamenti.

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