Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS - Quota 100

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Gen

Pensioni anticipate 2020: continua lo scontro sulla quota 100, si moltiplicano le dichiarazioni a favore e contro

Le pensioni anticipate tramite quota 100 restano al centro del dibattito pubblico e continuano a far discutere la politica. Nel frattempo dalle ultime rilevazioni tecniche torna ad emergere il problema del turn over.

Negli ultimi giorni sono tornate a moltiplicarsi le dichiarazioni e le prese di posizione sulle pensioni anticipate tramite quota 100. Il meccanismo, che prevede l’accesso flessibile all’Inps a partire dai 62 anni di età e 38 anni di versamenti, continua infatti a caratterizzare il dibattito pubblico senza che si riesca a trovare una posizione comune tra governo e opposizione. Anche all’interno della maggioranza proseguono inesorabilmente voci contrastanti, mentre dalla Banca d’Italia emergono nuovi dubbi rispetto al mancato turn over.

Rosato (Italia Viva) ed il paragone tra quota 100 e baby pensioni

“Le baby pensioni consentivano di andare in pensione a 40 anni, con 15 anni di contributi” ricorda il parlamentare di Italia Viva Ettore Rosato, facendo un parallelo con la misura di accesso anticipato alla quiescenza voluta dal precedente governo giallo-verde e mantenuta con la legge di bilancio 2020. Sul punto indica quindi che “i costi di quota 100 li pagheranno i nostri figli”. In questo senso, “Salvini fa un mestiere facile, impegnare i nostri soldi per un obiettivo elettorale” ma “la vera sfida è prendersi delle responsabilità”. Il Vice Presidente della Camera dei Deputati conclude quindi evidenziando che “attaccare quota 100 è impopolare, ma ricordo che anche abolire le baby pensioni lo era”.

Catalfo (M5S): “impegno per quota 100, non si tocca”

Negli scorsi giorni il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha commentato la conferma della quota 100 all’interno della Manovra, spiegando i motivi della scelta del nuovo esecutivo. “Abbiamo preso un impegno con i cittadini, perciò quota 100 non si tocca” ha spiegato l’esponente del governo all’interno di un’intervista rilasciata per il Fatto Quotidiano. “Ai cittadini dobbiamo dare delle certezze, esiste una sperimentazione e non può essere revocata” ha poi proseguito, sottolineando che la riforma delle pensioni resta una delle principali priorità. “Abbiamo istituito due commissioni, sui lavori gravosi e sulla separazione tra assistenza e previdenza”. Mentre rispetto al tema della riforma definitiva della legge Fornero è stata istituita una Commissione di esperti che si occuperà della questione per fornire delle risposte definitive.

Banca d’Italia: “le uscite per la quota 100 sono compensate solo parzialmente dalle assunzioni”

Anche dalla Banca d’Italia sono arrivate nelle ultime ore alcune prese di posizione rispetto all’accesso anticipato alla pensione a partire dai 62 anni di età e 38 anni di versamenti. Secondo quanto riportato all’interno dell’ultimo bollettino economico, il tasso di crescita dell’occupazione appare moderato per il periodo 2020-2022. “Le nostre valutazioni indicano che le maggiori fuoriuscite dal mercato del lavoro connesse con le forme di pensionamento anticipato come Quota 100 verrebbero solo parzialmente compensate dalle assunzioni”. Nella pratica, l’impatto sarebbe stimato attorno allo 0,4%.

Giannico (+Europa) su Quota 100: “meno servizi nella PA e più costi”

Una critica alla quota 100 arriva anche da +Europa, che commenta i recenti dati pubblicati dall’Inps sulla misura. “Si è verificato un aumento del 300% di uscite nella PA, con una pensione media nel pubblico di 2160 euro, che ha comportato un buco di dipendenti”. A spiegarlo è Vincenzo Giannico, che ricorda anche come in alcune strutture il tasso di uscita superi il 50%, essendo destinato a peggiorare nei prossimi anni. “Avremo meno servizi e costi in aumento per la collettività” visto che molti dipendenti non potranno essere rimpiazzati in virtù delle norme che pongono limiti al meccanismo di turn over.