Autore: Luigi Crescentini

Pensioni 2021 e tasso di rivalutazione: di quanto potrebbero aumentare gli assegni?

Secondo gli ultimi dati ISTAT, il tasso di rivalutazione degli assegni pensionistici potrebbe essere pari allo 0,0%.

Come sappiamo, per tutto l’anno 2021, fino al 31 dicembre, è stata riconfermata Quota 100 tuttavia forse potremo aspettarci alcuni cambiamenti per quanto riguarda il tasso di rivalutazione degli assegni per il 2021. Verso la fine del prossimo mese di novembre, verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze in cui verrà fissato il tasso di rivalutazione provvisorio per le pensioni, rivalutazione da attuare a partire dal 1° gennaio 2021.

Ogni anno le pensioni sono soggette a perequazione: ciò significa che l’importo dell’assegno pensionistico viene rivalutato secondo i dati Istat riguardanti l’andamento dell’inflazione. In dettaglio, gli assegni previdenziali e assistenziali vengono rivalutati in base al costo della vita e ai dati ISTAT di ogni anno.

Si tratta di un meccanismo utilizzato per mantenere invariato il potere d’acquisto nel corso degli anni. Cosa potremo aspettarci dunque, per l’anno 2021? Al momento il tasso di rivalutazione ancora non è stato reso noto, pertanto è difficile ipotizzare di quanto potrebbe ammontare l’aumento degli assegni pensionistici. Secondo alcune indiscrezioni, però, le prospettive per chi percepirà l’assegno della pensione nel 2021 non sembrano essere troppo buone: infatti, a quanto pare, il tasso di rivalutazione potrebbe essere anche pari a zero.

In questo caso, non ci sarebbe alcuna rivalutazione, in pratica tutto ciò comporterebbe alcun aumento sulle pensioni che verranno erogate nel 2021.

Pensioni 2021,previsti aumenti sugli assegni?

Il portale «Money.it» ha citato uno studio condotto dal professor Renzo Boninsegna del sindacato Snals-Confsal di Verona sul tasso di rivalutazione per il 2021, in riferimento ad alcune ipotesi riguardanti ciò che potrebbe accadere nel prossimo anno: infatti, secondo gli ultimi dati ISTAT, salvo variazioni difficilmente verificabili nei mesi di ottobre, novembre e dicembre, gli importi delle pensioni potrebbero rimanere invariati.

In particolare, lo studio di Boninsegna analizza gli indici nazionali dei prezzi di consumo per le famiglie di operai e impiegati aggiornati al mese di settembre 2020. Da quanto emerge da questa analisi si potrebbe, dunque, «ipotizzare la ripetizione degli stessi indici per il mese di ottobre, novembre e dicembre 2020 e di conseguenza rilevare, in via provvisoria, l’aliquota di percentuale di variazione per il calcolo dalle perequazione delle pensioni riferito all’anno corrente ma con decorrenza a partire dal primo gennaio 2021».

Secondo l’andamento riscontrato negli ultimi anni, nel 2019 la media era pari a 102,6, nel 2020 invece è scesa a 102,3. E’ chiaro che le conseguenze economiche causate dalla pandemia e dell’emergenza covid hanno sicuramente influito sull’andamento di questi indici, tuttavia non è esclusa la possibilità che nel 2021 si andrà incontro ad una riduzione.

L’ipotesi è quella che per il 2021, l’aliquota che verrà applicata sull’importo mensile delle pensioni potrebbe corrispondere allo 0,00%: ciò non comporterebbe variazioni sugli importi pensionistici. Per l’eventuale conferma di tale studio, dovremo attendere la fine di novembre quando verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.