Autore: Irene Mancuso

Pensione - INPS - Elsa Fornero

21
Giu

Pensione di vecchiaia e pensione anticipata: le differenze

Vecchiaia e anzianità sono state spesso confuse. Dal 2012 uno dei due termini è stato sostituito, e alcune cose sono cambiate. Vediamo come.

Nell’ ambito pensionistico si sente spesso parlare di pensione di vecchiaia e pensione di anzianità, sostituendo un termine con l’altro, senza la consapevolezza che hanno significati diversi.
Dal 1° gennaio 2012 inoltre, la Legge Fornero (art. 24 DL 201/2011) ha sostituito la pensione di anzianità con quella anticipata, creando un netto distacco da quella di vecchiaia.

Entrambe le prestazioni sono rivolte ai lavoratori iscritti all’ assicurazione generale obbligatoria, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, ai fondi sostitutivi, esonerativi o esclusivi della stessa, e inoltre agli iscritti alla gestione separata dell’Inps.
Entriamo nel dettaglio e scopriamo le differenze.

Pensione di vecchiaia e pensione anticipata

La pensione di vecchiaia è un trattamento pensionistico concesso al raggiungimento dell’età anagrafica stabilita e in presenza di una contribuzione regolare non inferiore ai vent’ anni.

La pensione di anzianità, per il biennio 2016-2018, è corrisposta a coloro che abbiano maturato un determinato periodo contributivo: 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Le differenze

L’erogazione della pensione di vecchiaia è legata alla questione anagrafica: attualmente l’età pensionistica è fissata a 66 anni e 7 mesi per gli uomini e 65 anni e 7 mesi per le donne (con la differenza per le lavoratrici autonome che accedono alla prestazione con 66 anni e 1 mese).
E’ inalterato il requisito dei vent’ anni di contribuzione per il conseguimento della pensione di vecchiaia, fanno eccezione i cosiddetti “quindicenni”: ovvero i lavoratori, per lo più lavoratrici, con attività discontinue.

Diversamente la pensione anticipata non prevede come requisito fondamentale l’età anagrafica ma l’anzianità contributiva. In tal modo, con la pensione anticipata non si stabilisce un’età univoca con cui andare in pensione, ma si definiscono le mensilità di contribuzione, eventualmente incrementate in base alla speranza di vita. Dal 2013 al 2017 i mesi sono stati aumentati i mesi da 5 a 10, sia per gli uomini che per le donne.

Punto di contatto tra i due sistemi pensionistici

Se il primo contributo versato è successivo al 31 dicembre 1995 si potrà accedere alla pensione anticipata, con le stesse modalità dei lavoratori appartenenti al sistema retributivo o misto. Fino al 1995 il lavoratore percepiva l’intero trattamento pensionistico con il sistema retributivo, ovvero in base alla media della retribuzione percepita durante gli ultimi anni. Successivamente, per i lavoratori che versano dal 1° gennaio 1996, il sistema è divenuto contributivo, e cioè relativo al contributo versato.

Leggi anche Riforma pensioni, Ape social: a chi spetta e come funziona. Tutte le novità