Autore: G.M

Pensione

12
Ago

Pensione anticipata quota 100, nuova circolare Inps esplicativa

L’Inps esce con una nuova circolare sulla misura

na nuova circolare Inps, la 117 del 8 agosto offre importanti chiarimenti per quanto riguarda la pensione anticipata con quota 100. La misura previdenziale entrata in vigore nel 2019 è senza dubbio la novità previdenziale più importante degli ultimi anni ma ha ancora bisogno di chiarimenti da parte dell’Istituto.

Ecco perché sovente l’Inps esce con circolari, messaggi e note con tutte le opportune risposte ai quesiti che molti si fanno sulla misura. Questo è il caso della circolare prima citata che nello specifico spiega tra le altre cose, anche quali sono i contributi esteri utili al diritto alla pensione anticipata con la quota 100.

Lavorare nel periodo di preavviso si può

Un dettaglio non trascurabile che la circolare mette in luce riguarda la decorrenza della pensione con quota 100. Come si sa la misura prevede una finestra di uscita sia per i lavoratori del settore privato che per i dipendenti pubblici. La differenza sta nella durata dell’attesa tra data di maturazione del diritto alla pensione e data di incasso del primo rateo. Nel pubblico impiego bisogna attendere 6 mesi mentre nel settore privato solo 3.

La novità che l’Inps ha illustrato nella circolare è la facoltà data al lavoratore che ha presentato domanda per la quota 100, di posticipare le decorrenza della pensione oltre la prima finestra utile. In questo modo lavorare durante il periodo di preavviso è possibile e quanto ricevuto di reddito da lavoro per tale attività non provocherà problematiche con il divieto di cumulo. Infatti occorre ricordare che la quota 100 nasce con il divieto ad arrotondare la pensione ricevuta, con altri redditi da lavoro ad esclusione di quelli contenuti nell’ex articolo 2222 del Codice Civile, cioè il lavoro autonomo occasionale e fino al tetto di 5.000 euro annui.

Pensione anticipata: contributi stranieri

Per la pensione anticipata con quota 100 si applicano le regole già ampiamente chiarite dal Ministero delle politiche sociali. Anche per la quota 100 ed anche se in regime di cumulo, per raggiungere il requisito minimo contributivo valgono anche i contributi esteri. Naturalmente non tutti, perché si possono utilizzare solo i periodi lavorati in determinati Stati.

In primo luogo negli Stati aderenti alla UE e che come tali rientrano nei regolamenti di assicurazione sociale comunitari. Possibile anche sfruttare i contributi da lavoro versati in Stati esteri extra Europei. In questo caso però, solo in Stati che hanno siglato convenzione con l’Italia. Si tratta di quegli Stati che con l’Italia hanno siglato convenzione bilaterale di sicurezza sociale, quelle convenzioni che prevedono l’utilizzo della totalizzazione internazionale.