Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensione anticipata per disoccupati: ecco le possibilità per ottenere un assegno fino a 10 anni prima dei criteri ordinari

In diversi casi l’accesso alla pensione per chi resta disoccupato in età avanzata può beneficiare di un meccanismo di anticipo rispetto ai criteri ordinari: le soluzioni già disponibili e i criteri necessari.

Perdere il lavoro in età avanzata rappresenta una situazione estremamente complessa da gestire soprattutto per via delle difficoltà a reperire un nuovo impiego. Per questo motivo, l’attuale legislazione ha previsto alcuni meccanismi di tutela sia per la previdenza pubblica che per quella privata, in grado di attivarsi al termine dei normali sussidi di sostegno alla disoccupazione (Naspi).

Attualmente le regole di accesso alla pensione consentono ai disoccupati che rispettano particolari requisiti la possibilità di ottenere l’assegno dell’Inps con uno sconto fino a 10 anni rispetto ai criteri della quiescenza di vecchiaia (che presentano un vincolo anagrafico a 67 anni di età). Tra questi rientrano l’APE sociale, la quota 41 per i lavoratori precoci e la RITA - Rendita Integrativa Temporanea Anticipata dei fondi pensione.

La pensione anticipata per disoccupati tramite l’APE sociale e la quota 41

I lavoratori disoccupati che hanno terminato il sussidio attualmente previsto dalla legge (Naspi) possono accedere alla pensione anticipata dell’Inps tramite l’APE sociale e la Quota 41. Entrambe le soluzioni prevedono infatti il riconoscimento del beneficio per chi si trova nello stato descritto. Nel primo caso, serve aver maturato almeno 63 anni di età e 30 anni di versamenti. Bisognerà inoltre aver terminato la Naspi da almeno tre mesi. La misura garantisce un’indennità di accompagnamento fino alla pensione di vecchiaia, con un anticipo massimo di quattro anni.

La quota 41 consente invece ai lavoratori disoccupati in età avanzata l’accesso alla pensione indipendentemente dall’età anagrafica, purché si possano far valere almeno 41 anni di versamenti all’Inps e si possa far valere almeno un anno di contribuzione prima del 19mo anno di età. Anche in questo caso è previsto un periodo di tre mesi dalla percezione dell’ultima Naspi per poter procedere con la richiesta di pensionamento. Oltre a ciò, è prevista un’ulteriore finestra di attesa di tre mesi dalla maturazione dell’assegno per il pagamento del primo rateo di pensione.

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L’accesso anticipato alla pensione della previdenza complementare con 10 anni di anticipo tramite la RITA

Una ulteriore opzione di pensionamento anticipato viene garantita dalla previdenza complementare. I fondi pensione permettono infatti di ottenere una rendita con un anticipo massimo di 10 anni rispetto all’età della pensione di vecchiaia, pertanto a partire dai 57 anni di età, accompagnando così il lavoratore fino alla percezione dell’assegno pensionistico ordinario erogato dall’Inps.

Per poter beneficiare della misura occorre però avere almeno 20 ani di contribuzione presso la propria forma di previdenza obbligatoria (Inps o cassa professionale), oltre ad un minimo di 5 anni di anzianità presso la previdenza complementare. Oltre a ciò, è indispensabile risultare disoccupato di lungo corso (con un periodo di disoccupazione antecedente alla richiesta di almeno 24 mesi).

Tenendo in considerazione i criteri appena evidenziati, avendo perso il lavoro a 55 anni e risultando in possesso degli altri requisiti di legge, è possibile richiedere la RITA a partire dai 57 anni di età direttamente al proprio fondo pensione.

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