Pensione 2021: come sfruttare i contributi figurativi per accedere alle pensioni

Pensione 2021: come sfruttare i contributi figurativi per accedere alle pensioni

I lavoratori per accedere alla pensione possono sfruttare la loro contribuzione figurativa, con anni di versamento che vanno resi utili alle quiescenze.

I versamenti dei contributi sono fattore determinante quando si tratta di dover andare in pensione. Le misure previdenziali italiane sono tutte collegate alla carriera lavorativa e ai versamenti.

Non c’è misura che non è collegata ad una determinata soglia di contribuzione previdenziale versata. Dai 20 anni per le pensioni di vecchiaia ai 42,10 per le anticipate, tutte le misure previdenziali prevedono il raggiungimento di una determinata soglia di contribuzione versata.

Ma raggiungere le soglie di contribuzione possono rappresentare un ostacolo al lavoratore che vuole andare in pensione. Un ostacolo superabile spesso grazie ai contributi figurativi, alcuni automaticamente validi, altri bisognosi di alcuni adempimenti.

Contributi figurativi, come funzionano per diritto e calcolo delle pensioni

I contributi figurativi sono gratuiti, nel senso che l’Inps li accredita ai lavoratori in determinati momenti della carriera lavorativa, evidentemente carenti di copertura effettiva. In linea generale sono validi sia per il calcolo della pensione che per il diritto alla pensione.

Si tratta di una contribuzione che viene accreditata in molti periodi di inattività dei lavoratori quando sono coperti redditualmente dagli ammortizzatori sociali come la disoccupazione indennizzata Inps, la cassa integrazione, la malattia o la maternità.

I contributi figurativi sono dei veri e propri contributi previdenziali, tanto è vero che l’Inps sul suo portale ufficiale specifica che "salvo specifiche eccezioni, sono utili sia per il conseguimento del diritto alla pensione sia per il suo calcolo”.

Eccezioni che per esempio incidono sulla pensione di vecchiaia dove è specificato che i contributi figurativi per malattia o disoccupazione valgono per il calcolo della prestazione ma non per il computo. Limitazioni che sono presenti in numerose altre misure.

Per esempio, per chi ha iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1992, per il diritto alla pensione anticipata, può utilizzare massimo cinque anni di contribuzione figurativa. Per quota 41 precoci o per le pensioni anticipate ordinarie, servono almeno 35 anni di contribuzione effettiva da lavoro.

Quali contributi sono facoltativi e cosa occorre sapere

Va detto che se un periodo di disoccupazione o di Cig, dal punto di vista della contribuzione figurativa, emerge automaticamente nell’estratto conto dei contributi, per molti figurativi non è così. Si parla in questo caso di contributi figurativi facoltativi, nel senso che deve essere il lavoratore a renderli utili per la pensione.

  • Servizio militare,
  • congedo per maternità e paternità,
  • congedo parentale,
  • assenze per malattia del figlio,
  • assenze dal lavoro non retribuite per assistere ed educare figli o portatori di handicap,
  • assenze retribuite per assistere i portatori di handicap,
  • assenze per malattia ed infortunio,
  • assenze per donazione di sangue o per donazione del midollo osseo,
  • assenze per aspettativa dovuta a cariche pubbliche o sindacali,

sono questi i periodi di contribuzione figurativa che per essere trasformati in periodi utili alla pensione, necessitano di apposita domanda all’Inps.