Autore: Marta Liberti

Scuola - Insegnanti

23
Ago 2017

La confusione del Ministro Fedeli: 4 anni di liceo, ma obbligo scolastico fino a 18 anni

La Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli sembra essere un po’ confusa nelle decisioni da prendere per il piano scuola. Le idee sono infatti contrastanti.

Idee contrastanti quelle della Ministra Valeria Fedeli che prima sigla la sperimentazione per portare a 4 anni il liceo e poi mette in luce l’importanza dell’obbligo scolastico.
Nelle ultime dichiarazioni la Fedeli ha infatti messo in chiaro come, in un paese come l’Italia, che vuole puntare su crescita e benessere l’obbligo scolastico dovrebbe essere portato a 18 anni.

Si dovrebbe fare una rivisitazione complessiva dei cicli scolastici da un punto di vista della qualità dei percorsi didattici interni. Io sarei per portare l’obbligo scolastico a 18 anni perché un’economia come la nostra, che vuole davvero puntare su crescita e benessere, deve puntare sull’economia e sulla società della conoscenza così come peraltro ci viene dall’ultima Agenda Onu 2030 sottoscritta anche dall’Italia.

Queste le parole della Ministra dell’Istruzione durante una pausa del meeting di Rimini che sembrano andare un po’ in contrasto con quanto deciso poche settimane fa. Dall’anno 2018/2019 in 100 scuole italiane inizierà infatti una sperimentazione che porterà i ragazzi a diplomarsi in soli 4 anni.

Una decisione che è stata particolarmente criticata dai docenti, che hanno messo in luce i rischi di un percorso tale. Le dichiarazioni che la Ministra ha poi effettuato al Meeting di Rimini di questi giorni si scontrano però con quello che ha stabilito con la proposta di liceo breve.

Difatti le decisioni prese sono un po’ in rotta di collisione con quanto è stato poi dichiarato dalla Ministra che vorrebbe dare più spazio all’istruzione e al percorso dei ragazzi.

La proposta per l’Erasmus alle superiori

La Ministra ha un programma che ovviamente, come dice lei stessa, non può essere messo in atto in poco tempo. La proposta, oltre ad innalzare l’età della scuola obbligatoria, è anche quella di aprirsi alle opportunità all’estero.
La Ministra ha infatti dichiarato:
La dimensione europea è imprescindibile. Lo dico anche per la mia storia personale, sono stata presidente del sindacato europeo. L’Erasmus è un’esperienza formativa che cambia la vita dei giovani. Vuol dire più cultura, più conoscenze, più qualità nella relazione umana e civile, più capacità e adattabilità nel nuovo mondo del lavoro. Nel giro di pochi anni costruiremmo una classe dirigente nuova, italiana ed internazionale.

Aggiungendo poi che al momento l’esperienza al di fuori dei confini nazionali e possibile solo per le famiglie che ne abbiano le possibilità. I finanziamenti per chi parte sono infatti esigui e serve sempre un aiuto da parte della famiglia, che però non tutti possono permettersi.
Proprio su questo punto vorrebbe intervenire la Ministra che non ha però specificato in che modo verrebbero trovati i fondi.

Il programma potrebbe infatti essere portato anche sui banchi di scuola dei più giovani e ottenere un buon riscontro secondo la ministra. Sin dal liceo infatti i ragazzi potrebbero avvicinarsi ad un nuovo mondo e ad una cultura differente dalla loro.

Tanti progetti e belle proposte da parte della Ministra dell’Istruzione, niente però che sia attuabile a stretto giro e che possa avvenire in questa legislatura ormai agli sgoccioli.