Buoni lavoro: l’Inps rivela chi sono i maggiori utilizzatori

Buoni lavoro: chi sono i maggiori utilizzatori dei voucher lavoro? Lo rivelano i dati INPS 2016. Ecco chi c’è al primo posto della classifica.

I buoni lavoro o buoni voucher INPS 2016 sono uno strumento di remunerazione del lavoro occasionale accessorio sempre più utilizzato.

Nei primi dieci mesi del 2016 sono stati venduti 121,5 milioni di voucher.

Chi sono i maggiori utilizzatori dei buoni lavoro? I voucher lavoro, che retribuiscono le prestazioni lavorative occasionali che non sempre possono essere inquadrate con un vero contratto di lavoro, sono il metodo di pagamento più utilizzato dalla Cgil.

Secondo i nuovi dati Inps aggiornati al 2016 i sindacati, gli enti che dovrebbero tutelare il rapporto tra il lavoratore e il suo datore, sono i maggiori fruitori dei voucher. E per numero di voucher di committenti sono secondi solo alle società per azioni.

La polemica ovviamente non poteva mancare. Come possono coloro che ne denunciano l’abuso e l’irregolarità morale poi farne uso abitualmente? Perché proprio quelli che vorrebbero cancellarli e che perseguono la battaglia dello "smascheramento del lavoro in nero e il favoreggiamento del precariato" investire 750mila euro in voucher?

Come al solito «domandar è lecito ma rispondere è cortesia» e per questo la Cgil ha controbattuto con un’altra richiesta: i nomi e i cognomi delle aziende che richiedevano i voucher. E prontamente, senza però scendere nei dettagli, l’Inps ha fatto sapere che ben 36 sindacati hanno usato più di 180 buoni a testa per 1.559 lavoratori totali.

Un numero che fa pensare e che come già abbiamo detto risulta essere primo, alle spalle delle società no profit e a quelle della pubblica amministrazione, e secondo davanti alle società per azione che smuovono capitali e soci in tutto il Mondo.

Voucher lavoro: la Cgil si difende dalle accuse

Davanti a questi dati, che ricordiamo corrispondono a 1.350 euro l’anno per i 180 emessi a ciascun lavoratore, la Cgil ha commentato:

"Queste cifre non aggiungono nulla di nuovo. I sindacati, autonomi e non, e le associazioni di rappresentanza sono numerosi. Piuttosto ci aspettavamo che l’Inps ci dicesse quasi sono le grandi e grandissime imprese sopra i mille dipendenti che usano questo strumento. Anche il segretario regionale della Spi-Cgil (il sindacato dei pensionati) Bruno Pizzica ha ammesso di utilizzarli per mancanza di alternative".

E a tal proposito lo Spi precisa in una nota:

I pensionati che vengono retribuiti con i voucher per prestazioni di lavoro occasionale per il sindacato sono circa 600, si tratta di volontari in pensione che operano saltuariamente per un massimo di 3/4 ore al giorno in attività di supporto e di accoglienza nelle 4mila sedi presenti in tutto il territorio nazionale per un compenso massimo di 150 euro al mese.

In un momento economico così critico con la disoccupazione giovanile a livelli diventati inaccettabili, la tanto contestata Jobs Act del governo Renzi, che ha alzato da 5 a 7mila euro netti la cifra massima guadagnabile tramite voucher in un anno, sembra sia inattaccabile anche dai sindacati.

Boeri: «Cambiamo non cancelliamo»

Il presidente dell’Inps Boeri ha poi confermato il giudizio positivo sui voucher lavoro del Jobs Act:

"Da quando c’è il Jobs Act l’occupazione è cresciuta più del reddito nazionale. Gli studi che stiamo facendo ci diranno che ruolo hanno avuto in questo gli incentivi fiscali rispetto al contratto a tutele crescenti, il cui scopo principale era comunque quello di migliorare in prospettiva la produttività e i salari visto che questa forma di contratto vuole stimolare le imprese a investire sulla formazione dei lavoratori”.

Se dunque nel corso degli anni la possibilità di utilizzare i voucher è diventata da un’opportunità circoscritta a poche categorie di lavoratori, (come disoccupati da oltre un anno, pensionati e studenti), ad utilizzo pratico per tutti i settori lavorativi, forse sarebbe meglio rivederne veramente la struttura.

Ma il problema di fondo rimane comunque il doppio gioco della convenienza come sottolinea l’Inps dalle parole di Boeri:

"Sui voucher vedo troppa ipocrisia da parte di chi li demonizza. Vanno corretti, ma non certo cancellati. Non c’è dubbio che c’è stato un abuso dei voucher per le prestazioni temporanee e accessorie e che sono stati utilizzati per finalità molto differenti da quelle che il legislatore si era proposto."

Infine presidente Boeri ammette gli errori:

" Il loro obiettivo era quello di offrire lavoretti a studenti e pensionati. Ma solo un quinto dei percettori appartiene a queste categorie e i voucher sono cresciuti di meno nei settori dove c’è più lavoro nero come tra i collaboratori domestici e in agricoltura".

E propone correzioni:

"Si possono imporre dei limiti all’utilizzo mensile anziché annuale dei voucher. Se vediamo che in un mese lo stesso datore di lavoro ha usato lo stesso lavoratore per molte ore con i voucher questo indica la sostituzione di un contratto di lavoro alle dipendenze con i voucher. Si possono migliorare i controlli facendo pervenire direttamente all’Inps anziché al ministero gli sms di attivazione e rendendo finalmente operativo l’ispettorato nazionale del lavoro per assicurare che al voucher corrisponda effettivamente a un’ora lavorata".