Autore: Stefano Calicchio

INPS - Ammortizzatori sociali

Inps e Coronavirus: presentate 2 milioni di domande per i sussidi del decreto Cura Italia

Le misure decise dal governo per rispondere alla crisi del Coronavirus hanno attivato verso l’Inps richieste in favore di una platea di 4,5 milioni di persone. Ecco i dettagli sulle prestazioni in corso di erogazione.

Dall’Inps si concretizzano i dati (aggiornati alle ore 16:00 del 2 aprile 2020) sulle richieste di sussidio arrivate nei primi giorni di attivazione dei servizi legati al decreto Cura Italia. L’ente pubblico di previdenza ha reso noto che le richieste di accesso alle prestazioni pervenute nella giornata di ieri corrispondono a 1996670 (con un platea potenziale coinvolta di circa 4,5 milioni di beneficiari).

Secondo quanto evidenziato dall’Isituto pubblico di previdenza, le pratiche relative all’indennità da 600 euro corrispondono a oltre un milione e mezzo di unità, mentre quelle per i congedi parentali hanno superato le 180mila. Infine, le richieste di fruizione del cosiddetto bonus baby sitting sono 14mila.

Per quanto concerne invece le domande legate alla Cigo, quest’ultime sono circa 86mila (con il coinvolgimento di 1,6 milioni di beneficiari, dei quali 1,33 milioni con pagamento a conguaglio ed i restanti con pagamenti diretti). Le richieste per l’assegno ordinario sono invece 56800, con una platea di oltre 900mila persone (438mila con pagamento a conguaglio e la parte restante con pagamento diretto).

L’intervento della Ministra Dadone: “i soldi ci sono per tutti”

Rispetto ai malfunzionamenti che si sono presentati con l’avvio della campagna di ricezione delle pratiche la Ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone ha sottolineato che tutto funziona regolarmente e che ogni richiesta corrispondente ai criteri di legge verrà assolta.

“Capisco che qualcuno abbia interesse a dirvi che non funziona nulla, come se fino a ieri l’Italia fosse il Paese più informatizzato al mondo. Capisco anche le critiche, credetemi, ma almeno smentiamo le bugie per quanto possibile: i 600 euro non sono disponibili solo per chi arriva prima, ma ci saranno per tutte le persone che ne hanno diritto e bisogno, un aiuto concreto e immediato”, ha ribadito l’esponente del Governo.

Rispetto alla situazione verificatasi, Dadone ha spiegato che “viviamo giorni senza precedenti e mettiamo in campo misure eccezionali. Non vi chiedo certo di ringraziarci, perché è nostro dovere essere celeri ed efficienti, ma vi chiedo di darci una mano a diffondere notizie vere, a non creare allarmismi utili soltanto a qualche irresponsabile in cerca di voti”.

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Tridico (Inps): il governo lavora all’ipotesi di aumento del bonus da 600 euro

Nel frattempo emergono nuovi dettagli rispetto ai nuovi provvedimenti di tutela in preparazione da parte dell’esecutivo. Secondo quanto evidenziato da parte dello stesso Presidente Inps Pasquale Tridico, i tecnici stanno lavorando ad un incremento del bonus da 600 euro dedicato ai lavoratori autonomi.

Per l’economista, intervenuto nella giornata di ieri sul canale televisivo Sky Tg24, si tratta di “un’ipotesi su cui il governo sta lavorando”. Allo stesso tempo, l’esponente dell’Inps ha ricordato che “non vi è preoccupazione che i fondi si esauriscano”, pertanto “le categorie che hanno diritto al bonus da 600 euro avranno diritto al rinnovo, perché il governo varerà il rinnovo probabilmente anche in misura maggiore”.

Nella giornata di ieri sono infine emerse diverse stime anche rispetto al pagamento delle prime domande per il bonus da 600 euro accolte. Secondo le dichiarazioni del Presidente Pasquale Tridico e del Direttore Generale Grabriella Di Michele, i primi pagamenti potrebbero concretizzarsi tra circa 15 giorni, tenendo conto del tempo di lavorazione della pratiche e dei giorni bancabili necessari affinché i contribuenti possano constatare l’accredito.

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